Corte d'appello Brescia: elementi qualificativi del contratto a progetto

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La corte di Brescia individua le modalità e i criteri per una corretta interpretrazione di un contratto di o.co.co

Con la sentenza nr. 70/2011, la Corte d’appello di Brescia ha individuato le modalità ed i criteri per una corretta interpretazione del contratto di collaborazione a progetto in relazione alla sua Certificazione dinanzi alla Commissione.

L’appello veniva proposto da una società già condannata in primo grado dal Tribunale di Bergamo che, accoglieva la  domanda  di  accertamento  della  nullità del  contratto a  progetto  stipulato con un lavoratore per  il periodo  dal  1.2.08  al  31.12.08,  con  conversione  del  rapporto  in  rapporto  di  lavoro  subordinato  a  tempo  indeterminato  e  condanna  della  datrice  di  lavoro  al pagamento  delle  differenze  retributive  e  delle  retribuzioni maturate  successivamente alla costituzione in mora.

La sentenza richiama l’art 61  del  d.  legisl.  n.  276/03 (definizione di lavoro a progetto e occasionale):

I  rapporti  di  collaborazione  coordinata  e continuativa, prevalentemente  personale e  senza  vincolo di subordinazione, di  cui  atrart.  409,  n.   3,  del  cpc, devono  essere  riconducibili  a  uno  o  più progetti  specifici o  programmi  di  lavoro  o  fasi  di  esso  detenni nati  dal  committente  e  gestiti autonomamente  dal  collaboratore in  funzione  del  risultato,  nel  rispetto del coordinamento  con  l’organizzazione  del  committente  e indipendentemente  dal  tempo  impiegato per  l’esecuzione della  attività  lavorativa”

Scopo  della  norma, è  quello di  sottoporre alla disciplina inderogabile introdotta dagli  artt.  61  e seg.  tutti  i  rapporti  di  lavoro non  di   natura  subordinata che  non  siano  riconducibili  per le  qualità  del  prestatore  d’opera  o a  rapporti  di  agenzia  o all’esercizio  di  professioni  intellettuali  o  ad  attività organizzate  di   lavoro  autonomo  (rispetto  alle  quali  il lavoratore  autonomo  è  piccolo  imprenditore  o imprenditore  artigiano  artt.  2222  e  sego  cod.  civ.),  salve  le eccezioni  espressamente  previste.

L’oggetto  è  un  progetto specifico  o  un  programma  di  lavoro  o  una  fase  di  lavoro per  il  persegui mento  di  un  risultato, le  modalità  della prestazione devono  consistere  in  una  gestione  autonoma della  stessa  in  funzione  del  risultato, “nel  rispetto  del coordinamento  con  la  organizzazione  del  committente  e indipendentemente  dal  tempo  impiegato  per  l’esecuzione· della attività  lavorativa”.

Al  termine  “progetto“, deve  essere  attribuito  il  significato  di piano  ideato  in  funzione  di  uno scopo  da  realizzare.  La norma  impone  poi  che  il  progetto  sia  specifico e  dunque oggettivamente  definito  e  apprezzabile  rispetto  allo  scopo.

La  prestazione oggetto  del  contratto  deve  poi essere  delimitabile  sul  piano  temporale,  nel  senso  che  la sua  durata,  in  quanto  correlata  a  uno  specifico  progetto, programma  o  fase  di  lavoro  deve  essere determinata nella durata.

Infine, continuano i giudici, il  corrispettivo, dovuto  secondo  l’art.  63  in proporzione  alla  qualità e quantità del  lavoro prestato,  deve “tenere  conto  dei  compensi  corrisposti  per  analoghe prestazioni  di  lavoro autonomo nel  luogo di  esecuzione del rapporto”.

Oggetto del contratto in questione era la distribuzione e raccolta di materiale di stampa. Secondo la Corte, tutte  le  circostanze relative all’ oggetto,  ai  tempi,  ai  luoghi,  tutti  predeterminati,  e  ai mezzi  della  prestazione,  fomiti  dalla società, sono incompatibili  con  un  contratto  d’opera.

Non  vi  è alcun  rischio  a  carico  del  prestatore e  non  vi  è  alcuna autonomia nemmeno  per  quanto  riguarda  il  momento esclusivamente esecutivo della prestazione.

Pertanto dichiara tale contratto nullo in violazione  degli  artt.  61  e  69  d.lgs  n.  276/03.  Il contratto  era  finalizzato  ad  instaurare  un  rapporto  d i  cooperazione  continuata  e  continuativa  in  elusione  della disciplina prevista per legge, con conseguente applicazione  dell’art.  69  comma  l  che  dispone:

I rapporti  di  collaborazione  coordinata  e  continuativa instaurati  senza  individuazione  di  uno specifico progetto, programma  di  lavoro o  fase  di  esso  a i   sensi  dell’ art.  61, comma  1,  sono  considerati  rapporti di  lavoro  subordinato  a tempo  indeterminato sin  dalla  data  di  costituzione  del rapporto”

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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