Doppio KO per la Fiat di Melfi e Termoli

Google+ Pinterest Linkedin Tumblr +
Richiedi una consulenza su questo argomento


Reintegrati i tre lavoratori fit di Melfi; per gli interinali e precari dello stabilimento di Termoli c'è un contratto a tempo indeterminato.

Due sentenze come due macigni per la Fiat, a distanza di pochi giorni l’una dall’altra; qualche giorno fa, il Tribunale di Larino (CB), accoglieva il ricorso di alcuni lavoratori interinali dello stabilimento Fiat Powertrain Technologies di Termoli, trasformando i loro contratti a tempo indeterminato.

Lo scorso giovedi, è intervenuta un’altra storica sentenza a danno della Fiat, su un caso che ha fatto molto discutere. La vicenda è quella relativa ai tre operai dello stabilimento Fiat di Melfi, licenziati con l’accusa di aver ostacolato “aver ostacolato il percorso di un carrello robotizzato durante un corteo interno”.

Sulla vicenda dello stabilimento di Termoli, ancora una volta, è lo studio legale Vincenzo Iacovino, insieme allo Slai-Cobas a farsi portatore dei diritti dei lavoratori somministrati e a tempo determinato presenti negli stabilimenti Fiat.

Dopo, l’eccezionale vittoria ottenuta contro lo stabilimento Sevel di Atessa, ora tocca  a Termoli. Si legge nel comunicato dello Slai-Cobas molisano: “Il Tribunale di Larino, ha accolto i ricorsi di alcuni nostri iscritti assistiti dallo studio legale dell’avvocato Vincenzo Iacovino ed ha annullato i contratti di somministrazione intercorsi con la società Adecco Italia Spa ritenendo diversamente costituito il rapporto di lavoro a tempo indeterminato direttamente in capo alla Fiat Powertrain Technologies Spa.

Il Tribunale in pari data ha accolto altri ricorsi, questa volta annullando il termine apposto ai contratti a tempo determinato con conversione di quest’ultimi in contratti a tempo indeterminato”.

In merito ai tre operai di Melfi, la Corte di Appello di Potenza, ribaltando il giudizio di primo grado, ha ordinato a Fiat il reintegro al lavoro dei tre operai dello stabilimento, Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli.

Nel comunicato stampa della Fiom Basilicata si legge: “Il pronunciamento della corte fa giustizia di quanto sostenuto dalla nostra organizzazione sui principi di democrazia e libertà delle lavoratrici e dei lavoratori di esercitare legittimamente i propri diritti.

Oggi inizia un nuovo corso per le relazioni sindacali negli stabilimenti Fiat e non solo, con le lavoratrici ed i lavoratori che non devono avere più paura di coniugare i diritti con il lavoro. Nei prossimi giorni partiranno la serie dei ricorsi ex art. 28 in tutti gli stabilimenti Fiat, per il riconoscimento del diritto dei lavoratori ad eleggere le RSU e a potersi iscrivere liberamente al sindacato”.

Per Landini quella della Corte d’Appello di Potenza è una “decisione importante perché difende il diritto di sciopero. Il governo deve capire che il metodo applicato dalla Fiat, lì come a Pomigliano, non è accettabile”.

La Fiat, ha fatto sapere che ricorrerà in Cassazione. Aspettiamo dunque, di vedere come finirà.

Richiedi una Consulenza a Lavoro e Diritti


Iscrivendoti acconsenti al trattamento dei dati personali ai sensi del D.Lgs. 196/03
Condividi.

Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

Altri articoli interessanti