Fiat condannata per condotta antisindacale, la Fiom rientra in fabbrica

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Fiat: la Fiom può costituire RSA anche se non è firmataria dei contratti di qualsiasi livello; basta che il sindacato abbia partecipato alle trattative

Il giudice del lavoro di Bologna, con sentenza dello scorso 27 marzo ha condannato la Magneti Marelli di Bologna per condotta antisindacale nei confronti della Fiom, ordinando nel contempo all’azienda del gruppo Fiat, di riconoscere alla Fiom-Cgil tutte le agibilità sindacali previste dallo Statuto dei Lavoratori, a partire dal riconoscimento delle Rsa.

La Magneti Marelli, negava l’efficacia e la legittimità delle nomine delle RSA della Fiom degli stabilimenti di Bologna e Crevalcore e, di conseguenza, limitava il loro il diritto all’esercizio dei diritti sindacali previsti dagli artt. 27 e 30 dello Statuto dei lavoratori, poichè la Fiom non era firmataria del contratto collettivo e, pertanto, a dire dell’azienda, non poteva eleggere delegati.

La questione sta nella lettura distorta che l’azienda ha dato dell’art 19 Statuto dei lavoratori (costituzione delle rappresentanza sindacali aziendali),  secondo il quale, le rappresentanze sindacali aziendali possano essere costituite ad iniziativa dei lavoratori in ogni unità produttiva nell’ambito delle associazioni sindacali che siano firmatarie di contratti collettivi di lavoro applicati nella unità produttiva.

Il giudice del lavoro, rifacendosi anche alla sentenza della Consulta sull’art 19,ha affermato che il riconoscimento del carattere di sindacato rappresentativo, non è dato esclusivamente dalla sottoscrizione di un contratto di qualsiasi livello applicato nell’unità produttiva ma, è provato anche dall’“l’effettiva partecipazione alla formazione del contratto anche in senso critico”. Cosa che la Fiom ha sicuramente fatto, come emerge dagli atti, pur se si è rifiutata di firmare.

Pertanto,  “essere riconosciuto alla Fiom il diritto di costituzione di RSA e, l’azienda dovrà accettare i nominativi forniti dalla Fiom quali RSA e, conseguentemente, riconoscere i diritti derivanti da tali nomine così come previsto dal titolo III dello Statuto dei lavoratori”.

Un bel macigno per la Fiat di Marchionne, in barba agli accordi separati di Pomigliano che, a quanto pare, non sono riusciti ad “eliminare” la scomoda Fiom dagli stabilimenti del Lingotto. Una sentenza che costituisce un bel precedente e non f dormir sogni tranquilli a Marchionne

Soddisfatto, manco a dirlo, Landini, il quale ha dichiarato in un comunicato stampa: “È la quinta volta, in cinque diversi Tribunali, che nell’ultimo anno la Fiat viene condannata per comportamento antisindacale per atti e azioni contro la Fiom, i suoi iscritti e i suoi delegati.”

“Si dimostra che il nuovo contratto imposto dalla Fiat – più che per ragioni produttive, economiche e organizzative – ha l’obiettivo di escludere il sindacato più rappresentativo del settore e di limitare le libertà sindacali delle singole persone.”

“È il momento della responsabilità verso le lavoratrici, i lavoratori della Fiat e verso il Paese: la Fiat applichi in tutti i suoi stabilimenti lo Statuto dei Lavoratori, le leggi e i principi costituzionali; il Parlamento si esprima; il Governo convochi un incontro tra l’Azienda e le Organizzazioni sindacali per ottenere garanzie certe d’investimento di tutela occupazionale e produttiva per tutti gli stabilimenti del Gruppo Fiat.”

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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