Fiat condannata per discriminazione a Pomigliano: deve riassumere 145 operai Fiom

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Il Tribunale di Roma condanna la Fiat per discriminazione verso la Fiom; immediata riassunzione di 145 operai lasciati a casa perchè iscritti al sindacato.

Un altro punto a favore del sindacato Fiom o, se vogliamo un altro punto a favore della democrazia quello segnato dalla sentenza del Tribunale di Roma che condanna per discriminazione Fabbrica Italia Pomigliano e, obbliga così la Fiat a riassumere 145 operai, fino ad ora esclusi solo perchè tesserati della Fiom CGIL.

Il tutto, come ricorderete prese il via nei giorni del referendum di Pomigliano e del muro contro muro tra la Fiom e la Fiat. A seguito di questi eventi, “Fabbrica Italia Pomigliano spa”, società che attualmente gestisce lo stabilimento di Pomigliano per la produzione della nuova Panda, e che avrebbe dovuto riassumere tutti i dipendenti già occupati presso lo stabilimento Gian Battista Vico della Fiat, ha “dimenticato” di riassumere tutti gli iscritti alla Fiom.

Infatti, ad oggi su oltre 2.000 assunzioni effettuate dalla FIP (Fabbrica Italia Pomigliano) sui 5.000 dipendenti già occupati per lo stabilimento Gian Battista Vico della Fiat nessuno di questi è iscritto alla Fiom.” Anzi, come emerge dalla sentenza, è successo anche che molti iscritti alla Fiom all’epoca del referendum, hanno comunicato all’azienda la disdetta dell’iscrizione e, alcuni di essi sono stati poi assunti.

Tant’è che il numero degli iscritti al sindacato della CGIL, nello stabilimento di Pomigliano, è sceso drasticamente rispetto al periodo del referendum, passando da 623 a 212!  Ricorreva in Tribunale la Fiom per far dichiarare la condotta antisindacale della Fiat e per chiedere la riassunzione degli operi esclusi.

Con la sentenza dello scorso 21 giugno, il giudice del Tribunale di Roma ha ordinato a FIP di cessare il comportamento discriminatorio e di rimuoverne gli effetti attraverso l’assunzione di 145 lavoratori e lavoratrici iscritti alla Fiom-Cgil e di mantenere nel prosieguo delle operazioni di riassunzione del personale a Pomigliano la non discriminazione nei confronti degli iscritti Fiom.” Inoltre, per 19 tra questi (coloro che hanno agito in via diretta nella causa) l’azienda dovra’ versare un indennizzo di tremila euro ciascuno.

Manco a dirlo soddisfatto Maurizio Landini che, nel corso della conferenza stampa, commosso ha intanto ringraziato  tutte le iscritte e gli iscritti alla Fiom-Cgil che negli stabilimenti Fiat, nonostante le pressioni e le discriminazioni che stanno subendo, con la loro tenacia e la loro dignità difendono i principi costituzionali e l’idea fondamentale di un lavoro con diritti. Ha parlato di una sentenza fondamentale “che riafferma il principio di eguaglianza e di non discriminazione.”

“E’’ l’ennesima conferma che la Fiat nel nostro Paese si sta muovendo al di fuori di qualsiasi regola di legalità e di rispetto dei principi della nostra Costituzione. E’ necessario che il Governo, il Parlamento, le forze politiche intervengano immediatamente per ripristinare in tutti gli stabilimenti del Gruppo Fiat l’esercizio delle libertà sindacali e dei diritti delle persone che lavorano e per rendere certo il futuro industriale, produttivo ed occupazionale del Gruppo Fiat in Italia.”

Per Susanna Camusso, “gli iscritti alla FIOM CGIL riacquistano così la loro condizione di lavoratori liberi di scegliere a quale sindacato iscriversi, senza che questo di per sè determini la perdita del rientro al lavoro nello stabilimento di Pomigliano”. “E’ evidente – ha proseguito Camusso – come la sentenza dimostri quanto siano inaccettabili le scelte della FIAT, soprattutto per quanto riguarda l’essere il suo un modello autoritario che vuole cancellare il sindacato in ragione della critica al suo modello organizzativo”.

La Fiat dal canto suo, ha annunciato già il ricorso. Aspettiamo dunque di sapere come andrà.

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Sull'Autore

Consulente del Lavoro iscritto all'albo provinciale di Campobasso, fondatore e redattore di Lavoro e Diritti. D.U. in Economia e Amministrazione delle Imprese presso l'Università degli Studi di Teramo. Specializzando in Sicurezza sul Lavoro. Esperto Web.

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