Il giudice del lavoro respinge il ricorso Fiom, ma la condotta della Fiat è stata andisindacale

Google+ Pinterest Linkedin Tumblr +
Richiedi una consulenza su questo argomento




Lo scorso 16 luglio, il Tribunale di Torino ha condannato la Fiat per comportamento antisindacale in merito alla vicenda di Pomigliano.

La Fiom riccoreva al tribunale del lavoro chiedendo la nullità dei Contratti collettivi di lavoro stipulati il 29 dicembre 2010 e l’11 febbraio scorso, tra la Fiat di Pomigliano e le altre organizzazioni sindacali.

Il Tribunale ha dichiarato legittimi tali contratti separati ma, ha considerato la condotta posta in essere dalla Fiat, come antisindacale perché mirante ad escludere la Fiom dall’attivita sindacale in fabbrica.

Proprio per tale motivo il tribunale ha ordinato a Fabbrica Italia Pomigliano Spa di riconoscere in favore della Fiom la disciplina giuridica come regolata dagli articoli 19 e 27 dello Statuto dei Lavoratori.

Nel comunicato stampa della Fiom si legge:

“Fallito il tentativo della Fiat, attraverso le newco e gli accordi separati, di tenere la Fiom, i suoi delegati ed i suoi iscritti fuori dalle sue fabbriche.”

“Il Tribunale di Torino condanna la Fiat per comportamento antisindacale e gli ordina di riconoscere alla Fiom-Cgil tutta la disciplina prevista dallo Statuto dei Lavoratori.”

“Si ripristina così la libertà sindacale e il diritto di chi lavora di scegliere il proprio sindacato.”

“Il Tribunale ha, peraltro, ritenuto legittimi gli accordi di Pomigliano, ma questo non comporta né la necessità della Fiom di sottoscriverli, cosa che non faremo, né impedisce ai singoli lavoratori, che lo vorranno fare, di intentare cause individuali per ottenere la piena tutela dei propri diritti.”

“In questo caso la Fiom-Cgil darà tutto il sostegno necessario.”

“Una buona notizia per le lavoratrici e i lavoratori della Fiat.”

Richiedi una Consulenza a Lavoro e Diritti


Iscrivendoti acconsenti al trattamento dei dati personali ai sensi del D.Lgs. 196/03
Condividi.

Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

Altri articoli interessanti