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Tutte le più importanti sentenze sul lavoro commentate dai nostri autori. La giurisprudenza, intesa come il complesso delle decisioni giudiziarie che si sono avute in merito all’applicazione di una norma giuridica, è una fonte molto importante del diritto del lavoro.

Vista la vastità delle leggi la corretta interpretazione di un principio normativo è infatti una delle basi del diritto italiano.

Sentenze Lavoro

In questa rubrica andiamo quindi ad inserire le sentenze sul lavoro che riteniamo più importanti o innovative di un orientamento, provenienti principalmente dalla Corte di Cassazione con il commento dei nostri esperti autori.

Sentenze sul lavoro della Corte di Cassazione

In Italia la Corte Suprema di Cassazione è al vertice della giurisdizione ordinaria. Tra le principali funzioni che le sono attribuite dalla legge vi è quella di assicurare:

“l’esatta osservanza e l’uniforme interpretazione della legge, l’unità del diritto oggettivo nazionale, il rispetto dei limiti delle diverse giurisdizioni”.

Non tutti i comportamenti ostili del capo sono mobbing: la Cassazione spiega perché

Torniamo a parlare di mobbing, con una sentenza che, anche se un pò datata (del 17 febbraio 2009), rappresenta un punto fondamentale per tutti quei lavoratori che vogliono intraprendere una azione legale verso il proprio datore di lavoro per mobbing.

Già più volte la Cassazione ha affermato che, non tutti i comportamenti “ostili” del capo nei confronti di un lavoratore possono considerarsi mobbing; con la sentenza nr.3785/2009, non fa altro che ribadire questa tendenza, stilando una lista delle “regole da rispettare” per ottenere un risarcimento del danno per mobbing in ufficio.

Cassazione: può essere licenziato il lavoratore che divulga segreti aziendali

Con la sentenza nr. 18169 dello scorso 10 agosto, la Cassazione sezione lavoro, ha stabilito la legittimità del licenziamento in tronco di un lavoratore di una nota azienda italiana, per aver divulgato a terze persone segreti relativi alla produzione di confezioni per alimenti; licenziamento legittimo anche se il fatto non è previsto nel codice disciplinare aziendale.

Il caso ha riguardato un lavoratore che aveva divulgato informazioni circa le caratteristiche tecniche di contenitori per alimenti (prodotti dall’azienda per cui lavorava) a terze persone, favorendo così la creazione di una nuova attività in concorrenza con quella della ditta datore di lavoro.

Corte Costituzionale

Corte Costituzionale: incostituzionale l’art. 4-bis del d. lgs 368 del 2001

La Consulta, con sentenza n. 214 dell’8 luglio 2009, si è pronunciata circa la legittimità costituzionale degli articoli 1, comma 1, art. 2, comma 1-bis, art. 4 bis e 11 del decreto legislativo 6 settembre 2001 n. 368. La corte ritiene fondate le questioni di illegittimità costituzionale sollevate in riferimento all’articolo 3 della Carta Costituzionale, con la conseguenza che anche ai contratti a tempo determinato, stipulati dalle Poste Italiane, può applicarsi la conversione del rapporto di lavoro a tempo determinato in rapporto di lavoro a tempo indeterminato e il risarcimento del danno.

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