Thyssen: per il Tribunale il rogo all'acciaieria è stato omicidio volontario

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Sentenza storica del Tribunale di Torino: il rogo alla Thyssen è stato omicidio volontario con dolo eventuale.

Una sentenza storica, senza dubbio la prima del genere nel panorama giurisprudenziale italiano ed europeo, quella della Corte d’Assise di Torino sul rogo della ThyssenKrupp, avvenuto a Torino, il 6 dicembre 2007.

Omicidio volontario con dolo eventuale dei 7 operai rimasti uccisi nel rogo; questa la sentenza emessa lo scorso 15 aprile dal Tribunale di Torino che, accogliendo la tesi del PM ha condannato l’amministratore delegato della Thyssen, Herald Espena, a 16 anni e sei mesi di carcere, oltre all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e all’incapacità perpetua di contrattare con la pubblica amministrazione.

Tutti colpevoli anche gli altri 5 dirigenti dell’acciaieria, condannati per omicidio colposo a pene comprese tra i 10 ed i 13 anni.

Beh, a prescindere dall’entità della pena che potrà essere comunque modificata nei successivi gradi di giudizio, quello che rimane il dato essenziale è che, per la prima volta, la mancata adozione di idonee misure di sicurezze sul posto di lavoro è stato interpretato come omicidio volontario.

Ciò significa, che il datore, omettendo di adottare tutte le opportune sicurezze, ha previsto il rischio di incidenti (anche mortali) ed ha accettato la possibilità che tale rischio si verifichi in concreto; come dire che la morte dei 7 operai non è avvenuta per caso ma,  è stata ampiamente voluta e preveduta dall’azienda come conseguenza della sua omissione.

Una esagerazione? Non so. Di certo è che la Thyssen aveva preferito evitare gli investimenti sulla sicurezza per uno stabilimento, quello torinese, appunto, destinato alla chiusura. E così, sette operai, giunti in quel posto solo per la dignità di un lavoro, non hanno fatto più rientro nelle proprie case! Morire sul lavoro è sicuramente una esagerazione!

Il presidente della Thyssen in Italia, Klaus Schmitz, al Corriere della Sera ha affermato: “Noi restiamo in Italia ma dopo la situazione che si è venuta a creare con il verdetto di Torino sarà difficilissimo lavorare da voi“.

Di ‘svolta epocale per la sicurezza dei lavoratori” ha parlato la Procura; per il ministro Sacconi, la sentenza ”dimostra che l’assetto sanzionatorio e’ adeguato” mentre per Fassino, ”la decisione dei giudici rende giustizia alle famiglie ed e’ un segnale importante per tutto il mondo del lavoro”.

Il vicepresidente di Confindustria con delega alla Sicurezza, Samuele Gattegno difende la Thyssen: “Siamo gli unici nel mondo occidentale a condannare un amministratore delegato per omicidio volontario. Forse sarebbe il caso di fare una riflessione”.

Si sarebbe proprio il caso di riflettere sul fatto che una azienda non può permettersi di considerare le vite dei lavoratori come il nulla; forse è il caso di fare il contrario: il lavoratore al centro di tutto, la sicurezza il perno di ogni azienda. Riflettiamo su questo!

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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