Inps: le pensioni dopo la manovra 2011

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Messaggio Inps sulle novità in materia pensionistica introdotte dalla manovra 2011, L. nr 111/2011

L’Inps, con messaggio nr.16032 dello scorso 5 agosto 2011, fornisce una prima informativa relativamente alle disposizioni in materia pensionistica, contenute negli articoli n. 18 e n. 38 della legge 15 luglio 2011, n. 111, (disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria).

Ricorderemo infatti che la manovra finanziaria 2011, tra gli altri punti, prevedeva un massiccio intervento sulle pensioni; il messaggio dell’Inps, analizza dettagliatamente l’art.18 “Interventi in materia di prestazioni previdenziali”.

Innalzamento età anagrafica per accesso alla pensione

Il primo comma prevede che a decorrere dal 1° gennaio 2020, per le lavoratrici dipendenti ed autonome la cui pensione è liquidata a carico dell’Assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive di detto regime, nonché della gestione separata, il requisito anagrafico di 60 anni per l’accesso alla pensione di vecchiaia nel sistema retributivo o misto nonché il requisito anagrafico di sessanta anni per l’accesso al predetto trattamento pensionistico nel sistema contributivo sono incrementati di un mese.

Dal 1° gennaio 2021 detti requisiti sono incrementati di ulteriori due mesi; dal 2022 di ulteriori 3 mesi, dal 2023 di ulteriori quattro mesi; dal 2024 di ulteriori cinque mesi; dal 2025 di ulteriori 6 mesi e per ogni anno successivo fino al 2031 e di ulteriori 3 mesi a decorrere dal 1° gennaio 2032.

Rivalutazione delle pensioni e adeguamento dei requisiti agli incrementi della speranza di vita

Per il biennio 2012-2013 c’è il blocco della rivalutazione ”dei trattamenti pensionistici superiore a cinque volte il trattamento minimo di pensione Inps con esclusione della fascia di importo inferiore a tre volte il predetto trattamento minimo INPS con riferimento alla quale l’indice di rivalutazione automatica delle pensioni è applicato, per il predetto biennio, secondo il meccanismo stabilito dal menzionato articolo 34, comma 1, della legge n. 488/1998, nella misura del 70 per cento.

Il comma 4 lett. a) e b), apporta modifiche all’articolo 12, commi 12 bis e 12 ter, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78: “a decorrere dal 1º gennaio 2013 i requisiti di età e i valori di somma di età anagrafica e di anzianità contributiva di cui alla Tabella B allegata alla legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni, i requisiti anagrafici di 65 anni e di 60 anni per il conseguimento della pensione di vecchiaia, il requisito anagrafico di cui all’articolo 22-ter, comma 1, del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e successive modificazioni, il requisito anagrafico di 65 anni di cui all’articolo 1, comma 20, e all’articolo 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e successive modificazioni, devono essere aggiornati a cadenza triennale, con decreto direttoriale del Ministero dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da emanare almeno dodici mesi prima della data di decorrenza di ogni aggiornamento.

Pensione ai superstiti

Con effetto sulle pensioni decorrenti dal 1° gennaio 2012, il comma 5 dell’articolo 18 legge n. 111/2011, stabilisce una riduzione dell’aliquota percentuale della pensione a favore del coniuge superstite di assicurato e pensionato nell’ambito del regime dell’assicurazione generale obbligatoria e delle forme esclusive o sostitutive di detto regime, nonché della gestione separata, rispetto alla disciplina generale, nei casi in cui il matrimonio con il dante causa sia stato contratto ad età del medesimo superiore a settanta anni e la differenza di età tra i coniugi sia superiore a venti anni”.

La riduzione è stata stabilita nella misura pari al 10 per centoin ragione di ogni anno di matrimonio con il dante causa mancante rispetto al numero di dieci”: nei casi di frazione di anno la predetta riduzione percentuale è proporzionalmente rideterminata.

Tale disposizione non si applica nei casi di presenza di figli di minore età, studenti ovvero inabili.

Posticipo decorrenza trattamento pensionistico

Il comma 22 ter dell’art.18 dispone che:

I soggetti di cui al presente comma che maturano i previsti requisiti per il diritto al pensionamento indipendentemente dall’età anagrafica conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico con un posticipo ulteriore di un mese dalla data di maturazione dei previsti requisiti rispetto a quello stabilito al primo periodo del presente comma per coloro che maturano i requisiti nell’anno 2012, di due mesi per coloro che maturano i requisiti nell’anno 2013 e di tre mesi per coloro che maturano i requisiti a decorrere dal 1º gennaio 2014, fermo restando per il personale del comparto scuola quanto stabilito al comma 9 dell’articolo 59 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni”.

Il comma 22 quater dispone che le decorrenze previgenti continuano ad applicarsi nei limiti del numero di 5.000 lavoratori beneficiari, ancorchè maturino i requisiti per l’accesso al pensionamento a decorrere dal 1° gennaio 2012, appartenenti alle seguenti categorie:

  • ai lavoratori collocati in mobilità’, sulla base di accordi sindacali stipulati anteriormente al 30 giugno 2011 e che maturano i requisiti per il pensionamento entro il periodo di fruizione dell’indennità di mobilità di cui all’articolo 7, commi 1 e 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223;
  • ai lavoratori collocati in mobilità lunga ai sensi dell’articolo 7, commi 6 e 7, della legge 23 luglio 1991, n. 223, e successive modificazioni, per effetto di accordi collettivi stipulati entro il 30 giugno 2011;
  • ai lavoratori che, alla data di entrata in vigore del presente decreto, sono titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà di settore di cui all’articolo 2, comma 28, della legge 23 dicembre 1996, n. 662.

Il comma 22-quinquies dispone altresì che l’INPS provvede al monitoraggio, sulla base della data di cessazione del rapporto di lavoro, delle domande di pensionamento presentate dai lavoratori di cui al comma 22-ter che intendono avvalersi del regime delle decorrenze previsto dalla normativa vigente prima della data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto.

Qualora dal predetto monitoraggio risulti il raggiungimento del numero di 5.000 domande di pensione, l’INPS non prendera’ in esame ulteriori domande di pensionamento finalizzate ad usufruire dei benefici previsti dalla disposizione di cui al comma 22-quater.

L’articolo articolo 38 , comma 1, lett. d), numero 1) del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni in legge n. 111 del 2001,ha introdotto un nuovo comma all’art. 47 del D.P.R. n. 639 del 1970, che prevede l’applicazione della decadenza dall’azione giudiziaria alle controversie aventi ad oggetto l’adempimento di prestazioni riconosciute solo in parte o il pagamento di accessori del credito. In tal caso il termine di decadenza decorre dal riconoscimento parziale della prestazione o dal pagamento della sorte.

Contenzioso previdenziale

L’articolo 38, comma 1, lett. d), numero 2) introduce norme in materia di prescrizione dei ratei di trattamenti pensionistici, stabilendo in particolare la prescrizione nel termine di cinque anni, per i ratei dei trattamenti pensionistici e per le differenze dovute a seguito di riliquidazioni.

Tale articolo, infatti, introduce un nuovo comma all’art. 47 del D.P.R. n. 639 del 1970, che prevede l’applicazione della decadenza dall’azione giudiziaria alle controversie aventi ad oggetto l’adempimento di prestazioni riconosciute solo in parte o il pagamento di accessori del credito. In tal caso il termine di decadenza decorre dal riconoscimento parziale della prestazione o dal pagamento della sorte.

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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  • Ornella Passeri

    Per l'esperto di pensioni
    Pur avendo firmato il mio esodo volontario nel lontano 29.10.2007 , a causa delle diverse modifiche alle norme sulle pensioni, sono entrata nel Fondo di Solidarieta' personale del credito ( mia banca Unicredit) solo quest'anno il 01.05.2011. Per accordi sindacali stipulati in data antecedente questo ultimo d.l. 111 del 15.07.2011, sapevo che questo Fondo di solidarieta' , mi garantiva un assegno di sostegno al reddito per un max di 5 anni ( 60 mesi) , fino a quando cioe' , avrei percepito la ''pensione'' di vecchiaia che in un primo momento sapevo di raggiungere a 60 anni, poi slittata a 61, adesso mi sembra di capire dovro' forse, potro' andarci con altri 3 mesi di ulteriore slittamento a 61 e tre mesi cioe' il 01.08.2016), Io avevo optato per quella che arrivava prima dato che i 40 anni di contributi li avrei raggiunti a fine giugno 2016 ( ho iniziato il lavoro il 01.06.1976) e per questo ho firmato il contratto. segue