Manovra bis: i cambiamenti nel mondo del lavoro

Le modifiche della manovra al mondo del lavoro: dalla contrattazione collettiva all'introduzione del caporalato, dai tirocini formativi al collocamento obbligatorio.

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In settimana la tanto discussa manovra bis (d.l. 138/2011), inizierà il suo iter di approvazione in Parlamento; numerosi sono i nodi da sciogliere e che, in questo momento infiammano la discussione politica.

C’è chi vorrebbe uno scudo fiscale bis e chi invece è contrario; chi non digerisce il “contributo di solidarietà” o che si tocchino le pensioni; chi vorrebbe vendere i beni dello stato e chi proprio non tollera l’accorpamento dei comuni e, il conseguente taglio dei servizi ai cittadini.

Ma la manovra anticrisi, modifica e di molto, anche il mondo del lavoro: sto parlando delle novità in tema di contrattazione collettiva o dell’introduzione del reato di caporalato.Il decreto legge inoltre, contiene delle norme volte alla tutela essenziale per l’attivazione di tirocini, al collocamento obbligatorio e ai Fondi interprofessionali per la formazione continua.

Il Ministro Sacconi ha così commentato: “Le norme approvate in materia di lavoro contengono il cuore dello Statuto dei lavori in quanto attribuiscono ai contratti aziendali o territoriali la capacità di regolare tutto ciò che attiene all’organizzazione del lavoro e della produzione anche in deroga i contratti collettivi e alle disposizioni di legge quando non attengano ai diritti fondamentali nel lavoro che in quanto tali sono inderogabili e universali. Come si e già fatto nei Paesi che hanno più intense relazioni industriali il cuore della contrattazione diventa l’azienda o il territorio”.

Contrattazione collettiva

L’art 8 del d.l. 138/2011 riconosce la piena capacità per i contratti collettivi a livello aziendale o territoriale sottoscritti da associazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale ovvero dalle rappresentanze sindacali operanti in azienda di realizzare specifiche intese modificative dell’attuale assetto regolatorio del diritto del lavoro purché finalizzate alla maggiore occupazione, alla qualità dei contratti di lavoro, alla emersione del lavoro irregolare, agli incrementi di competitività e di salario, alla gestione delle crisi aziendali e occupazionali, agli investimenti e all’avvio di nuove attività.

In corso di approvazione del testo di legge, è stato approvato un emendamento all’art. 8 che consente alla contrattazione aziendale di derogare non solo ai contratti collettivi ma anche alle norme nazionali in tema di lavoro

Collocamento obbligatorio

L’articolo 9 modifica l’articolo 5 della legge n. 68/1999 (norme per il diritto al lavoro dei disabili). In particolare si sostituisce il comma 8 dell’art 5, stabilendo la possibilità per i datori di lavoro privati che occupano personale in diverse unità produttive e i datori di lavoro privati di imprese  che sono parte di un gruppo, di assunzione di persone disabili in numero superiore a quello previsto, con possibilità di compensazione del minor numero di lavoratori assunti in altre unità produttive o nelle altre imprese del gruppo aventi sede in Italia.

Fondi interprofessionali per la formazione continua

L’art. 10 riconosce ai fondi interprofessionali per la formazione continua la possibilità di promuovere azioni di formazione per gli apprendisti e per i lavoratori coordinati e continuativi nella modalità a progetto.

Tirocini formativi

L’art. 11 del decreto detta una disciplina uniforme per tutto il territorio nazionale dei tirocini formativi e di orientamento non curriculari. L’obbiettivo è di contrastare gli abusi e l’utilizzo di tale istituto.

Caporalato

L’art. 12 introduce finalmente in Italia il reato di caporalato, definito come Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

Torneremo ad analizzare punto per punto tutte le novità per il mondo del lavoro e non solo di questa manovra. Sembra che ancora una volta chi debba pagare la crisi sia il ceto medio e che, i grandi patrimoni, e i grandi sperperi pubblici restino esclusi da tutto ciò.

Per questo già si preannunciano mobilitazioni e scioperi per tutto lo stivale. Vedremo il testo definitivo che uscirà dal Parlamento certi che, da qualche parte, si dovrà pure iniziare a tagliare un pò. La cosa sbagliata, probabilmente e che si inizia a tagliare sempre allo stesso posto, lasciando “gli intoccabili”, sempre tali!

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente redattrice di Lavoro e Diritti e impiegata nella PA.

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