Manovra bis: la CGIL proclama lo sciopero generale

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Proclamato dalla CGIL, per il prossimo 6 settembre lo sciopero generale di otto ore per ogni turno, contro la manovra bis del governo.

La CGIL ha proclamato per il prossimo 6 settembre, lo sciopero generale contro la manovra bis; proprio mentre  in Senato è iniziata la discussione del decreto-legge n. 138/2011, recante ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo.

Sarà uno sciopero di otto ore per ogni turno per ribadire il no alla manovra da 45 miliardi di euro, varata lo scorso 13 agosto dal Governo. Secondo il sindacato, si tratta di misure insufficienti per rilanciare il Paese, anzi, sono misure “depressive, socialmente inique, inefficaci e antisindacali”.

Si inizia domani 24 agosto alle ore 9, davanti alla sede del Senato con un presidio proclamato dalla Confederazione, al quale parteciperà, insieme ai componenti della Segreteria Nazionale, il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso.

Prevista in piazza per le ore 11 la conferenza stampa della leader del sindacato di Corso Italia, la quale illustrerà  le proposte alternative della CGIL e le ragioni e le modalità dello Sciopero Generale promosso oggi. Come spiegato dalla CGIL, la completa bocciatura della manovra sta nel fatto che con questo provvedimento si “condanna il paese alla recessione e alla disgregazione sociale” per difendere invece “le grandi ricchezze e gli interessi che rappresentano la base di consenso del Governo”.

Si legge nel comunicato stampa: “per la CGIL la manovra è “depressiva” e “socialmente iniqua”, perchè non viene destinata alcuna risorsa né alla crescita, né all’occupazione, mentre i redditi e i consumi dei cittadini continuano a ridursi. Per la CGIL ad essere colpiti dal provvedimento sono, ancora una volta, i soggetti sociali più deboli: lavoratori, pensionati, famiglie, mentre si continua ad evitare di intervenire sull’evasione fiscale, sulle rendite finanziarie e sulle grandi ricchezze.

Il decreto del 13 agosto oltre ad essere “inefficace”perchè, come spiega la CGIL, “non affronta in maniera strutturale le cause del deficit, né pone le basi per ridurre realmente il debito”, possiede“caratteri antisindacali” in quanto “pretende di cancellare per legge uno strumento di regolazione generale dei diritti dei lavoratori come il Contratto Nazionale di lavoro”.

La manovra di ferragosto prevede, infatti, che gli accordi aziendali possano regolare le condizioni di lavoro in deroga al CCNL e alle leggi anche in materia di licenziamento. Per la CGIL questa norma rappresenta un “nuovo gravissimo taglio ai diritti dei lavoratori”. E’ proprio sull’articolo 8 del decreto (‘misure a sostegno dell’occupazione’) che la CGIL si sofferma nella lettera inviata a CISL e UIL, il 22 agosto scorso. Alle due Confederazioni la CGIL apre una serie di questioni: “L’art. 8 della manovra non è un attacco alla autonomia delle parti?”, “Non è forse chiaro che trasformare l’art. 18 in materia contrattabile di non meglio identificate ‘rappresentanze sindacali operanti in azienda’, mina l’efficacia dell’articolo stesso?”, “Non è forse evidente che una norma che non si basa sulla rappresentanza, e affida poteri su tutte le materie fuori dai contratti, è la proliferazione di qualunque forma di sindacalismo ed un attacco esplicito al sindacato confederale?”.

Altra scelta contenuta nella manovra e fortemente criticata dalla CGIL è quella di spostare o accorpare alla domenica le festività civili e laiche, per la CGIL significa “colpire l’identità e la storia del nostro Paese, indebolirne la memoria”, rappresenta, prosegue “un grave limite per il futuro”, producendo per altro un “irrisorio beneficio economico”.

Per questo motivo la CGIL ha deciso di lanciare una petizione popolare a difesa delle feste della Liberazione, del Lavoro e della Repubblica che ha raggiunto, al momento quasi 16mila firme.  E’ possibile firmare la petizione sul sito della CGIL o direttamente presso le diverse sedi delle Camere del Lavoro dietro le parole “alziamo insieme la nostra voce perché l’identità ed il futuro dell’Italia sono un bene indisponibile ad ogni manipolazione”.

Fonte: www.cgil.it

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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  • michele

    Per me è tutto giusto, almeno per quanto concerne le feste "laiche" e la contrattazione decentrata…Ma su quest'ultimo punto la CGIL ha purtroppo poco da promuovere battaglia, visto che ha sottoscritto l'accordo interconfederale dello scorso 28 giugno che in buona sostanza non era ispirato a principi molto differenti.

  • Secondo me la CGIL ha scelto la via dello sciopero generale proprio per riprendersi dalla gaffe avvenuta il 28 giugno, visto che la Camusso si è fatta dettare le regole da Confindustria. Con lo sciopero del 6 settembre proverà a scollarsi di dosso le voci che la vedono vicina di pensiero a Marcegaglia!!