Manovra bis: le modifiche al testo dopo il vertice Berlusconi-Bossi

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Il nuovo testo della manovra bis: no al contributo di solidarietà, niente innalzamento dell'IVA, dimezzamento dei parlamentari e delle provincie; piccoli ritocchi alle pensioni:

Il vertice di maggioranza tenutosi nella giornata del 29 agosto ad Arcore, ha apportato le seguenti modifiche al testo della manovra bis d.l. 138/2011:

Eliminato il “contributo di solidarietà” previsto in origine per i redditi più alti e sostituito con nuove misure fiscali finalizzate a eliminare l’abuso di intestazioni e interposizioni patrimoniali elusive.

Si è mantenuta la soppressione delle provincie che avverrà per procedimento costituzionale ( come dire alle calende greche!); sempre con procedura di modifica costituzionale si addiverrà al dimezzamento del numero dei parlamentari.

Il decreto, si legge nella nota del governo, “dovrà essere approvato nei tempi previsti e a saldi invariati con le seguenti principali modifiche:

  • sostituzione dell’articolo della manovra relativo ai piccoli comuni con un nuovo testo che preveda l’obbligo dello svolgimento in forma di unione di tutte le funzioni fondamentali a partire dall’anno 2013 nonché il mantenimento dei consigli comunali con riduzione dei loro componenti senza indennità o gettone alcuno per i loro membri;
  • riduzione dell’impatto della manovra per comuni, province, regioni e regioni a statuto speciale. Attribuzione agli enti territoriali di maggiori poteri e responsabilità nel contrasto all’evasione fiscale con vincolo di destinazione agli stessi del ricavato delle conseguenti maggiori entrate;
  • sostituzione del contributo di solidarietà con nuove misure fiscali finalizzate a eliminare l’abuso di intestazioni e interposizioni patrimoniali elusive nonché riduzione delle misure di vantaggio fiscale alle società cooperative;
  • contributo di solidarietà a carico dei membri del parlamento;

Un mini ritocco alle pensioni, tema tanto caro alla Lega: “mantenimento dell’attuale regime previdenziale già previsto per coloro che abbiano maturato quarant’anni di contributi con esclusione dei periodi relativi al percorso di laurea e al servizio militare che rimangono comunque utili ai fini del calcolo della pensione”.

Alla fine non c’è stato il tanto dibattuto innalzamento dell’aliquota IVA che, sarà discusso in sede di delega fiscale.

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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