Manovra: indennità di buonuscita nel settore pubblico

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La manovra ridisegna limiti e critire per il godimento della pensione di vecchiaia per i pubblici dipendenti

Iniziamo a vedere nel dettaglio cosa prevede la manovra finanziaria, salvo eventuali modifiche che verranno apportate in sede di discussione alla camera. Un tema di cui si è molto discusso è dato dalle nuove modalità di corresponsione dell’indennità di buonuscita per i dipendenti pubblici, previsti dall’art. 12 del d.l.78/2010.

L’art.12 denominato “interventi in materia previdenziale” al comma 1 modifica il regime delle decorrenze per il godimento della pensione di vecchiaia:

  • per i lavoratori dipendenti la decorrenza è fissata “a dodici mesi” dal raggiungimento dei requisiti;
  • per gli autonomi e gli iscritti alla gestione separata sono, invece, diciotto mesi;
  • per i  lavoratori che hanno “totalizzato” la pensione attraverso versamenti a più gestioni (comma 3), la decorrenza è la stessa per i trattamenti pensionistici dei lavoratori autonomi iscritti all’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti;
  • in caso di pensione ai superstiti la pensione decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di decesso del dante causa;
  • in caso di pensione di inabilità la pensione decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda di pensione in regime di totalizzazione”.

Nulla cambia per il personale della scuola. Mentre, questo nuovo sistema vale anche per coloro che maturano il diritto alla pensione di anzianità a partire dal 1° gennaio 2011. La decorrenza di dodici mesi vale anche per i lavoratori che non hanno il vincolo di un’età minima una volta che sia stato raggiunto il tetto dei quaranta anni di contribuzione.

Il comma 5 prevede la deroga alla nuova disciplina delle decorrenze, nel limite di 10.000 soggetti beneficiari ad alcune categorie di lavoratori che maturano i requisiti per l’accesso al pensionamento a decorrere dal 1° gennaio 2011:

  • ai lavoratori collocati in mobilità ai sensi degli articoli 4 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, sulla base di accordi sindacali stipulati anteriormente al 30 aprile 2010 e che maturano i requisiti per il pensionamento entro il periodo di fruizione dell’indennità di mobilità di cui all’articolo 7 della stessa legge;
  • ai lavoratori collocati in mobilità lunga ai sensi dell’articolo 7, commi 6 e 7, della legge 23 luglio 1991, n. 223,per effetto di accordi collettivi stipulati entro il 30 aprile 2010;
  • ai lavoratori che, all’entrata in vigore del presente decreto, sono titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà di settore di cui all’art. 2, comma 28, della legge 23 dicembre 1996, n. 662.

Il comma 7, modifica  le modalità di corresponsione dell’indennità di buonuscita nel settore pubblico:

  • essa viene corrisposta in un’unica soluzione annuale se l’ammontare complessivo lordo è pari o superiore a 90.000 euro;
  • viene erogata in due importi annuali se l’ammontare lordo è superiore a 90.000 euro ma inferiore ai 150.000. In tal caso il primo importo è di 90.000 ed il secondo è pari al residuo;
  • viene corrisposta in tre rate annuali se l’importo complessivo è uguale o eccede i 150.000 euro lordi. In questo caso i tre importi sono di 90.000, 60.000 e la somma residua;

Queste disposizioni  non trovano applicazione ai collocamenti a riposo (comma 9) per limiti di età entro il 30 novembre 2010, nonchè alle prestazioni derivanti dalle domande di cessazione dall’impiego presentate ed accolte prima del 31 maggio. L’accoglimento della domanda di cessazione, comporta l’irrevocabilità della stessa.

Il comma 10, prevede il nuovo calcolo del trattamento di “buonuscita” o di “fine servizio”: a partire dal 1° gennaio 2011, esso viene calcolato secondo le regole stabilite dall’art. 2120 c.c.

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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  • michele

    Ho 57anni di eta' e 37 di contributi, il mio lavoro e' quello di conducente di autobus, e il mio impegno girnaliero e' di 12 ore al giorno con 1un solo riposo alla settimana, totale 26giorni lavorativi quando mi va' bene, penso di andare in pensione anticipato 3anni prima, io ancora non ci credo mi date una risposta grazie mike.

  • Ciao Michele, la cosa migliore in questi casi è far seguire la pratica da un buon patronato…