Manovra: gli interventi sulle pensioni‎

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La stretta sulle pensioni della manovra finanziaria

E’ stato presentato al Quirinale il testo della manovra finanziaria; un decreto-legge, che si compone di 4 parti: la prima dedicata al contenimento dei costi della politica (indennità per i parlamentari, voli di Stato, auto blu); la seconda alle misure generali di contenimento della spesa; la terza alle disposizioni in materia di entrate tributarie; la quarta a misure per sostenere lo sviluppo.

Tra le misure di sviluppo, si annoverano interventi di fiscalità di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità, nonché di liberalizzazione del collocamento, di attivazione del capitale di rischio verso le nuove imprese, di finanziamento e potenziamento delle infrastrutture, di riordino dell’Anas e dell’ICE.

Tra l’altro è previsto che nei comuni di interesse turistico e nelle città d’arte, in via sperimentale, gli esercizi commerciali non saranno più tenuti a rispettare gli orari di apertura e chiusura, la chiusura domenicale e festiva e la mezza giornata di chiusura infrasettimanale.

In merito al contenimento della spesa, le disposizioni non prevedono misure particolarmente severe per gli anni 2011 e 2012, proiettando gli interventi necessari al perseguimento degli obiettivi negli esercizi 2013 e 2014.

La parte che più sta animando il mondo politico e i sindacati riguarda le Pensioni. E’ stato confermato per il biennio 2012-2013 il blocco della rivalutazione delle pensioni ”dei trattamenti pensionistici superiore a cinque volte il trattamento minimo di pensione Inps”.

Per le “fasce di importo dei trattamenti pensionistici compresi tra 3 e 5 volte” il minimo, l’indice di rivalutazione è ridotto del 45%. Si tratta quindi di un freno per i trattamenti oltre i 1.428 euro.

Inoltre, l’art. 6 del decreto (interventi in materia previdenziale) prevede una graduale armonizzazione dei requisiti di accesso alla pensione per le lavoratrici del setto privato, stabilendo che a partire dal 1 gennaio 2012, per le lavoratrici dipendenti e autonome, il requisito dei 60 anni di età è incrementato di un anno. Tali requisiti sono ulteriormente aumentati di un anno a decorrere dal 1 gennaio 2014, nonchè di un ulteriore anno ogni biennio successivo, fino ad arrivare all’età di 65 anni.

Nulla cambia per le lavoratrici che hanno già maturato i requisiti per andare in pensione prima del presente decreto. Esso possono far certificare tale diritto all’ente di appartenenza.

C’è anche una riduzione, dal 1 gennaio 2012, dell’aliquota percentuale delle pensioni a favore dei superstiti in ragione del numero di anni di matrimonio.

L’aliquota è ridotta del 10% nel caso in cui il matrimonio sia stato contratto e, il dante causa abbia una età superiore ai 70 anni e, la differenza di età tra i coniugi sia superiore a 20 anni.

Numerose sono le norme contenute nel decreto; per la PA, c’è anche la proroga di un anno del blocco del turn over (a eccezione dei corpi di polizia, del corpo nazionale dei vigili del fuoco) e il congelamento degli aumenti degli stipendi fino al 2014.

Vi sono poi, norme sulla scuola, sugli ecoincentivi, in materia di sanità pubblica, il superbollo alle auto di lusso, nonchè sui depositi titoli fino a 380 €.

E per non farci mancare niente, ci sono provvedimenti in tema di contenzioso tributario, aumento del contributo unificato per le controversie e, ciliegina sulla torta, una normicina sottile sottile che consentirebbe al gruppo Fininvest di risparmiarsi circa 750 milioni di euro da dare alla Cir di Carlo De Benedetti, se fosse confermato in appello dai giudici di Milano il verdetto di primo grado sul Lodo Mondadori.

Si tratta di una modifica a due articoli del codice di procedura civile che obbliga il giudice, a differenza di quanto accadeva sinora, a sospendere l’esecutività della condanna nel caso di risarcimenti superiori ai 20 milioni di euro (10 in primo grado) dietro il pagamento di “idonea cauzione”, in attesa che si pronunci in via definitiva la Cassazione (!!!!)

Torneremo ad analizzare il contenuto della manovra.

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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  • Generoso

    HO 63 ANNI E LAVORO DA 36 ANNI E 4 MESI. QUANDO ANDRO' IN PENSIONE NEL 2015, A 67 ANNI AVR LA STESSA PENSIONE CHE HO MATURERO' AL 31.12.2011 O SARO' PENALIZZATO CON IL CALCOLO CONTRIBUTIVO?

  • Ciao Generoso, con il calcolo contributivo la pensione dovrebbe essere più alta, proprio perchè si basa su tutti i contributi che hai versato… mentre il calcolo precedente si basava sugli stipendi degli ultimi anni.. Almeno mi sembra di aver capito questo, ma devo ancora studiare bene la materia