Manovra: oggi sciopero nazionale

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Molti cortei allo sciopero nazionale indetto dalla CGIL per protestare contro la manovra del Governo. Alte anche le adesioni allo sciopero

Oggi sciopero nazionale indetto dalla Cgil per protestare contro la manovra economica del governo varata lo scorso 31 maggio. Diversi i cortei organizzati nelle varie città italiane:

Oltre duemila persone per le vie del centro di Cagliari; il corteo, partito poco dopo le 9:30 da piazza Garibaldi, è aperto da una cinquantina di lavoratori del call center Video on line 2, che occupano da oltre 20 giorni la sede dell’azienda in crisi. In mezzo a loro anche il neopresidente della Provincia di Cagliari, Graziano Milia. A Bologna gli organizzatori parlano di circa 100 mila persone; 25 mila a Palermo.

A Milano, dove ha partecipato a sorpresa anche Bersani, si contano circa 50mila partecipanti e un’adesione media tra il 50 e il 60%. Qui l’adesione del pubblico impiego è vicina al 70%. Il segretario della Camera del Lavoro di Milano, Onorio Rosati, dichiara alle agenzie: “C’e’ una partecipazione straordinaria, al di là di ogni più rosea aspettativa. E’ la dimostrazione che i problemi ci sono. In Europa gli altri governi stanno facendo cose serie, da noi solo demagogia”.

A Roma l’adesione per i trasporti pubblici è molto alta, circa il 60%, ferme la linea A della metro e quella di Ostia. Si fa sentire anche Napoli dove sono oltre 70mila le persone del corteo, partito da Piazza Mancini con i testa i lavoratori di Pomigliano. Qui, l’ adesione allo sciopero è molto alto: 70 per cento di adesioni nell’edilizia, 60 per cento all’Asl Napoli 1, superiori all’80 nei comparti dell’industria.

Presenti anche Vendola e Di Pietro con indosso una maglietta con la scritta “Pomigliano non si piega”. Tonino ha dichiarato: “A Napoli e in Campania  si sta giocando una partita fondamentale sui diritti. Siamo di fronte a una logica dell’impresa che produce schiavi”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il governatore della Puglia, Vendola: “La partita giocata a Pomigliano riguarda per intero l’idea di democrazia. Se quell’idea si ferma davanti ai cancelli di una fabbrica, vuol dire che si sta tracciando una storia, quella che per esempio riguarda l’articolo 1 della Costituzione. Una repubblica democratica fondata sul lavoro: l’Italia che qualcuno vorrebbe seppellire”.

L’Italia che è stanca di farsi calpestare la testa da personcine arroganti c’è! So già (e scusate il pessimismo) che tutte queste persone e la loro rabbia, si trasformeranno per il governo, nei soliti quattro comunisti che non hanno voglia di lavorare e preferiscono la piazza piuttosto che pensare al bene del paese.

Personalmente quello che è davvero imbarazzante è il nostro Governo cieco e sordo che tira dritto per la sua strada, infischiandosene dei veri problemi della nazione Italia. D’altra parte non ci si può aspettare di più da un governo che pensa solo alla propria poltrona e a garantire l’impunità dei suoi membri….

Fonte: www.istat.it, www.rassegna.it

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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  • tiger

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