Piano anticrisi del governo: una batosta da 45 miliardi di euro

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Il governo si appresta a varare le misure anticrisi richieste dalla BCE per salvare l'Italia.dal baratro.

E’ previsto per stasera alle ore 19 il consiglio dei ministri che dovrà partorire i decreti anticrisi. Tutti i politici sono rientrati dalle vacanze (e non che ciò sia un male) e ora si affannano per salvare l’Italia da un probabile e non troppo lontano “fallimento”.

L’intenzione del governo è di “aggiustare” la manovra 2011 per arrivare al pareggio nel 2013 anziche nel 2014, con una «manovra per aggiuntivi 20 miliardi per il 2012 e di 25 miliardi nel 2013».

Diversissime le misure illustrate da Tremonti lo scorso venerdi alle Commissioni Affari costituzionali e Bilancio di Camera e Senato; misure che, a quato pare sono state suggerite dalla BCE in una “lettera confidenziale” inviata al governo italiano:  tagli ai costi della politica, accorpamento delle festività alla domenica, riforma urgente dell’art.81 cost che dovrà contenere l’obbligo del pareggio di bilancio.

Novità si prevedono anche per il mondo del lavoro: maggiore spinta alla contrattazione aziendale e, per dirla con le parole del super ministro, “il diritto di licenziare”; maggiore flessibilità del mercato del lavoro evitando gli abusi dei contratti a tempo determinato.

Non sono previsti tagli agli stipendi dei dipendenti pubblici, anche se, richiesto dalla BCE.

E’ stato ipotizzato “la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali, dei servizi professionali e la privatizzazione su larga scala dei servizi locali”.

Il governo sarebbe propenso ad intervenire sulla tassazione delle rendite finanziarie. Le ipotesi sono quelle di non toccare i titoli di stato, di ridurre dal 27 al 20% i depositi bancari e postali e di aumentare al 20% dal 12,5% attuale la tassazione sui titoli.

Contributo di solidarietà da applicare a redditi privati superiori ai 90mila euro; sono esclusi i pubblici dipendenti che già pagano tale contributo per volere della manovra 2011Ci sarebbe poi il capitolo pensioni su cui la Lega ha ribadito il suo no.

Aspettiamo di vedere cosa succederà al Consiglio dei ministri di stasera; una cosa è certa, non ci saranno belle notizie per gli italiani quando torneranno dalle ferie!

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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