Vinyls: la Ramco se ne va, delusione all'isola dei cassintegrati, ma si continua a lottare

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gli Arabi della Ramco, unico possibile acquirente degli stabilimenti italiani dellaVinyls, hanno abbandonato le trattative. Tutto da rifare.

Con una lettera dello scorso 27 maggio, indirizzata al Ministero dello sviluppo economico, gli Arabi della Ramco, unico possibile acquirente degli stabilimenti italiani dellaVinyls, hanno buttato la spugna ed ha abbandonato le trattative.

Il sottosegretario  Stefano Saglia, ha fatto sapere che “La scelta di Ramco è motivata dalla difficile congiuntura economica internazionale, aggravatasi nelle ultime settimane, che ha impedito il protrarsi del confronto avviato con Eni e che aveva portato l’azienda del Qatar a dichiararsi soddisfatta”.

Si passa quindi al piano “B” (la vedo male) che intanto prevede una nuova perizia della società, il cui valore va rivisto dopo la chiusura per sei mesi, quindi, l’accelerazione di un bando di gara internazionale per vedere se c’è qualche interessamento e infine la possibilità di definire un accordo di programma sulla chimica per tutelare i lavoratori. Su questi temi verranno anche ascoltati a stretto giro i sindacati.

Paolo Ferrera, segretario del PRC che ha incontrato i lavoratori all’Asinara, ha sottolineato che «il problema è politico, perchè il Governo volutamente non fa niente per fare ripartire gli impianti».

Il segretario confederale della Cgil Susanna Camusso ha chiesto al Governo di «proseguire l’amministrazione straordinaria e pretendere il riavvio degli impianti: è una scelta obbligata per aprire un confronto che non affidi solo ai bandi di gara le prospettive e il futuro dell’ azienda».

Il sindaco di Porto Torres Luciano Mura: «il Governo deve impegnarsi a fare ripartire subito gli impianti Vinyls perchè un nuovo possibile acquirente deve trovarli già in produzione. Altrimenti si rischia un altro fallimento».

Beh facile immaginare l’umore dei cassintegrati che da ormai tre mesi occupano l’Asinara. Sono a dir poco incazzati (passatemi il termine): “L’addio della Ramco getta una nube scura sul loro futuro ma gli operai non mollano  e attaccano l’Eni e il governo, colpevoli di avere «fatto fuggire una multinazionale seria». Ora la paura è che la Vinyls venga affidata a un nuovo “salvatore” che però non riuscirà a salvare la chimica”.

Sul blog www.isoladeicassintegrati.com si legge:” Dopo più di tre mesi di occupazione del carcere dell’Asinara, quasi 5 mesi di presidio alla torre aragonese, solidarietà virtuale e reale di centinaia di migliaia di persone da tutta Italia, giornali, radio, Santoro e stampa estera che parla di noi…il governo e l’ENI non sono stati in grado di trovare una soluzione per salvare la chimica italiana.

15.000 posti di lavoro tra Porto Torres, Ravenna e Porto Marghera (Venezia), un settore strategico la cui chiusura ci costringerebbe a spendere milioni di euro l’anno in importazioni, e 3 stabilimenti che funzionano bene, ma vengono chiusi per le decisioni dell’ENI, che non vuole fare chimica, e nonostante sia in mano al ministero del tesoro per il 33% è libera di agire arbitrariamente e violare le leggi di mercato. Usufruendo di riduzioni fiscali mentre vende i prodotti all’estero.

E il governo non ha fatto nulla, anzi dopo le promesse di stare lavorando per salvare tutto pare che anche un incidente diplomatico, non meglio specificato, sia causa dell’abbandono della Ramco araba dalle trattative di vendita degli stabilimenti.

L’ENI scarica la colpa ai commissari straordinari vinyls, quindi indirettamente al governo, e nel mentre mette alla porta un cassintegrato che chiedeva spiegazioni. UNA VERGOGNA TUTTA ITALIANA”.

Loro non molleranno e a questi gladiatori va tutta la nostra solidarietà; perchè come ci hanno insegnato “CHI LOTTA PUO’ PERDERE, CHI NON LOTTA HA GIA’ PERSO.

Sul blog dell’isola potrete trovare il videomessaggio degli operai all’Eni e governo

Fonte: www.nuova sardegna.it

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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