Vinyls: salta l'accordo tra Eni e Ramco, disperazione all'isola dei cassintegrati

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Gli arabi della Ramco (unici acquirenti degli stabilimenti Vinyls), in una lettera al ministero dello sviluppo economico, hanno dichiarato di far decadere l’interesse all’acquisto della Vynils e al complessivo progetto per la chimica italiana

Sembrava fatta, mancavano solo le firme per suggellare l’accordo che avrebbe permesso la riapertura delle aziende Vinyls in Italia e, invece salta tutto. Come un fulmine a ciel sereno, gli arabi della Ramco (unici acquirenti degli stabilimenti Vinyls), in una lettera al ministero dello sviluppo economico, hanno dichiarato di far decadere l’interesse all’acquisto della Vynils e al complessivo progetto per la chimica italiana.

Nel comunicato stampa del Ministero dello Sviluppo Economico si legge: “la società qatarina fa un generico riferimento a presunte difficoltà, di fatto già affrontate e avviate a soluzione nelle settimane scorse, durante la trattativa successiva alla manifestazione di interesse della società stessa.

Il Ministero dello Sviluppo economico, ritenendo che la comunicazione della Ramco sia in contrasto con lo spirito di collaborazione e con le incoraggianti conclusioni dell’incontro del 5 maggio scorso, avvenuto presso la sede del Ministero alla presenza del Sottosegretario Stefano Saglia, ha invitato i vertici della Ramco a chiarire la loro posizione in un incontro che verrà fissato per l’inizio della prossima settimana”.

Alla base della ritirata della Ramco ci sarebbe il prezzo delle saline dell’Eni (a Contivecchi e Cirò Marina) e di un deposito di Assemini, strutture nodali nella filiera per la produzione del cloro-soda e, «la mancata disponibilità all’utilizzo di una banchina» per lo scarico delle materie prime a Porto Marghera. «Una concessione che noi non abbiamo più – chiarisce il presidente Syndial – Ma il ministero, attraverso l’autorità portuale, l’avrebbe rilasciata sicuramente».

In una nota, la Filctem-Cgil fa sapere :“Dopo il Cavaliere bianco (l’imprenditore trevigiano Sartor, n.d.r.) anche lo sceicco del Qatar, sembra gettare la spugna”, denuncia Alberto Morselli, segretario generale Filctem-Cgil. “Speriamo che non sia vero, perché altrimenti  ci sentiamo presi in giro sulla strategicità dell’industria chimica italiana, più volte conclamata, mai attuata”. “Se così fosse, il Governo – una volta per tutte – chiederà all’Eni di farsi carico del ciclo del cloro, indispensabile per il futuro industriale italiano ?”. “Basta, non se ne può più con questi balletti! Adesso che – incalza Morselli – i commissari di Vinyls hanno le fidejussioni di Stato, facciano immediatamente ripartire gli impianti, o sarà mobilitazione permanente”.

La Cgil di Sassari attacca l’Eni : “Da 19 mesi – denuncia il segretario della Camera del lavoro di Sassari – questo sindacato sostiene che l’Eni non voglia fare chimica in Italia né in Sardegna e non la lasci fare agli altri. Ci meraviglia che altri si sorprendano per l’esito che in queste ore sta avendo la trattativa con Ramco sulla cessione degli stabilimenti italiani, tra cui quello di Porto Torres”.

E loro? i gladiatori dell’isola dei cassintegrati che da 77 giorni occupano l’Asinara insieme ad altri colleghi che da altrettanto tempo presidiano la torre Aragonese, come l’hanno presa? Loro, a ragione sono a dir poco infuriati e si sentono un tantino presi in giro e, danno la colpa a tutti.

In primis all’Eni che, dice Michele Azzu, nel blog www.isoladeicassintegrati.com “continua a fregarsene”; quindi al governo “che con questo fallimento manifesta tutta la sua inconsistenza”. E “ai partiti e il sindacato che storicamente dovrebbero essere vicini ai lavoratori, mentre si limitano a fare affermazioni ai giornalisti. Questo spetta a noi, i politici devono difendere i lavoratori IN PARLAMENTO”

Ma il governo dove è? E’ suo compito fare pressing sull’Eni per accollarsi il ciclo del cloro o, trovare una soluzione che faccia immediatamente ripartire gli stabilimenti Vinyls. Ora che “l’illuminato” premier ha anche l’interim dello sviluppo economico, si dia una mossa, intervenga come fa sempre  e risolva questa situazione ormai intollerante! Credo sia un pò spicciolo “invitare i vertici Ramco a chiarire la loro posizione”. Usi tutta la sua “forza” per non perdere la chimica in Italia o, contrariamente se non interessata, almeno avere il coraggio di dirlo chiaramente in modo da giocare tutti a carte scoperte!

Intanto siete avvertiti, la lotta continuerà più di prima, Michele Azzu infatti conclude: “Se non si concluderà  l’accordo vi ricorderemo perchè ci hanno definito la protesta geniale e creativa che ha cambiato la storia della lotta operaia. Non finisce qui

CHI LOTTA PUò PERDERE, CHI NON LOTTA HA GIà PERSO

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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