Valutazione stress lavoro correlato, interpello del Ministero

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Il Ministero del lavoro, con interpello nr. 5/2013, fornisce chiarimenti sulla valutazione del rischio stress lavoro correlato

Il Ministero del lavoro, con interpello nr. 5/2013, fornisce chiarimenti in merito su quanto disposto dal d. lgs. nr. 81/2008 (T.U. in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro) sulla valutazione del rischio stress lavoro correlato.

La Fim-Cisl ha avanzato istanza di interpello al Ministero del lavoro, chiedendo lumi circa la possibilità o meno per il datore di lavoro, di delegare a terzi la valutazione del rischio stress-lavoro correlato.

L’interpello richiama l’art. 28 co 1 del d.lgs. 81/2008 che prevede che, “la valutazione dei rischi debba riguardare tutti i rischi per la  sicurezza  e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti  gruppi  di lavoratori  esposti  a  rischi  particolari, tra  cui  anche  quelli collegati  allo  stress   lavoro-correlato..”. Il successivo comma 1-bis, dispone che la valutazione dello stress lavoro-correlato è effettuata nel rispetto delle indicazioni fornite dalla Commissione Consultiva nel T.U. in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.

L’interpello richiama poi, il principio di delegabilità delle funzioni sancito dall’art. 16 del d.lgs. nr. 81/2008, il quale, incontra delle eccezioni solo nei casi in cui la delega è espressamente esclusa. Lo stress lavoro correlato rientra nelle materie in cui la delega è esclusa.

Ciò perchè, conclude l’interpello, la valutazione da stress lavoro correlato è parte integrante della valutazione del rischio e, pertanto, ad essa si applica la disciplina contenuta negli art. 17, 28 e 29 del d.lgs. nr. 81/2008.

Proprio l’art. 17 individua la valutazione dei rischi come compito non delegabile dal datore di lavoro a terzi, anche se si tratta di soggetti in possesso di specifiche competenze in materia.

Con l’occasione, Lavoro e Diritti vuole augurare al neo Ministro del lavoro, Enrico Giovannini buon lavoro. C’è molto da fare; il suo Ministero è uno dei più delicati e strategici per il futuro del nostro paese. Abbiamo bisogno di uomini coraggiosi e di buon senso che risollevino l’Italia dalla decadenza; questo lo si può fare partendo da buone leggi, che guardino lontano e sappiano sfruttare l’immensa risorsa umana e territoriale che l’Italia ha. Speriamo in questo e in molto altro. Non tradite ancora e nuovamente quel minimo di fiducia che gli italiani continuano (nonostante tutto) ad avere nella classe politica.

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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