Cgil, presidio dei lavoratori a Montecitorio

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Circa 300 lavoratori delle principali aziende in crisi del paese si sono radunate in presidio davanti alla Camera dei Deputati in contemporanea con il dibattito che si è svolto sulle‘misure urgenti da adottare per contrastare la crisi economica in atto’.

I lavoratori allo slogan di  “il lavoro e lo sviluppo non interessano questo Palazzo. Parliamone fuori”, hanno rivendicato il diritto che le istituzioni si occupino dei problemi veri del paese: la crisi che investe pesantemente il nostro paese e che il governo vuole negare nella sua cruda realtà.

L’accusa fatta dai lavoratori in presidio al governo è di avere “schiacciato il dibattito politico parlamentare in vicende che nulla hanno a che fare con la realtà vera, quella fatta di recessione, cassa integrazione e licenziamenti” .

La CGIL  con questa iniziativa che segue lo sciopero generale del 12 marzo, “chiede di chiudere la fase dei rinvii e di passare al varo di provvedimenti concreti a favore del lavoro nella consapevolezza condivisa che la crisi non è affatto alle nostre spalle”. La prima cosa da fare  “è fermare i licenziamenti, garantendo la prosecuzione e il prolungamento degli ammortizzatori sociali, l’incremento del reddito per i lavoratori in cig, l’aumento dell’indennità di disoccupazione, l’estensione delle tutele ai precari”.

Allo stesso tempo serve “una nuova politica industriale che interrompa il progressivo declino del nostro paese”. Provvedimenti che, insieme alla destinazione di risorse al lavoro e all’occupazione e alla riduzione delle tasse per dipendenti e pensionati, “ridiano un futuro al paese”.

Fonte: www.cgil.it

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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