Istat: ferme le retribuzioni

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L’Istat ha diffuso i dati relativi alle retribuzioni contrattuali nel primo bimestre 2010. Nel mese di febbraio 2010 l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie,  ha presentato una variazione nulla rispetto al mese precedente e un incremento del 2,1 per cento rispetto a febbraio 2009. Nel primo bimestre 2010, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente c’è stato un aumento del 2,2 per cento.

“Nel mese di febbraio, a fronte di una variazione tendenziale media di più 2,1 per cento, gli incrementi più elevati si osservano per: servizi di informazione e comunicazione (4,4 per cento), tessili, abbigliamento e lavorazione pelli (3,9 per cento), acqua e servizi di smaltimento rifiuti (3,8 per cento), regioni e autonomie locali (3,6 per cento).

Gli incrementi minori riguardano energia elettrica e gas (0,4 per cento) ed edilizia (0,3 per cento). La variazione risulta nulla per: agricoltura, ministeri, scuola, militari-difesa, forze dell’ordine e attività dei vigili del fuoco.

Relativamente all’insieme dei contratti monitorati dall’indagine nel mese di gennaio si registra il recepimento di due accordi: servizi a terra aeroporti (per quest’ultimo gli aumenti decorrono da febbraio) e lavanderie industriali; nel mese di febbraio i contratti rinnovati sono stati, invece, cemento calce e gesso e pubblici esercizi e alberghi (anche per questo contratto gli aumenti decorrono dal mese successivo alla sigla dell’accordo).

Conseguentemente, alla fine di febbraio risultano in vigore 36 contratti, che regolano il trattamento economico di circa 7,2 milioni di dipendenti; a essi corrisponde un’incidenza in termini di monte retributivo pari al 52,5 per cento. Per contro, risultano in attesa di rinnovo 42 accordi, relativi a circa 5,9 milioni di dipendenti e al 47,5 per cento del monte retributivo totale.

A febbraio 2010, relativamente all’intera economia, la quota di dipendenti in attesa di rinnovo è pari al 45,2 per cento, in diminuzione rispetto al gennaio 2010 (49,1 per cento), ma in marcata crescita rispetto a febbraio 2009 (18,7 per cento). I mesi di attesa per i lavoratori con il contratto scaduto a febbraio 2010 sono in media 7,0, in aumento rispetto a gennaio 2009 (5,6) e in considerevole riduzione rispetto a un anno prima, quando erano 14,2. L’attesa media distribuita sul totale dei dipendenti è di 3,1 mesi, un valore superiore a quello di gennaio 2010 (2,8 mesi) e a quello di febbraio 2009, pari a 2,6 mesi.”

Fonte: www.istat.it

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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