Sciopero generale, altissima l'adesione

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Lo sciopero di oggi (12 marzo) è decisamente riuscito. La CGIL riferisce della presenza di un milione di persone in circa 100 piazze.

Lo sciopero di oggi (12 marzo) è decisamente riuscito; tantissime sono state le adesioni e grande la soddisfazione della CGIL. Questo è anche un segno che l’Italia vera non ci sta più a subire e basta. Fonti sindacali riferiscono della presenza di un milione di persone in circa 100 piazze. I punti principali sono stati Roma, Firenze, Milano e Padova. Ad ognuno di questi cortei c’erano circa 40 mila persone.In 40.000 hanno sfilato a Firenze – comizio conclusivo di Emilio Miceli segretario generale Slc Cgil. 4.000 a Carrara che partiti dal Piazzale della Eaton sono  arrivati in centro città, dopo tre chilometri di marcia, per ascoltare il comizio conclusivo del segretario nazionale Fabrizio Solari,  11.000 a Livorno, 1500 a Piombino, 6000 a Siena, 2000 a Lucca, a Grosseto, un lungo corteo, 1200 persone.

Tutte le manifestazioni si sono caratterizzate per una forte partecipazione di giovani e studenti, folte le delegazioni dei rappresentanti delle istituzioni locali e dei partiti. A Firenze e Grosseto dal palco sono intervenuti  i presidenti della province, rispettivamente Andrea Barducci e Leonardo Marras.

“Grande partecipazione anche nelle Marche dove l’adesione media in tutta la regione è stata del 70%; a Jesi in piazza oltre 5mila lavoratori. “Grandi adesioni allo sciopero generale” per la Cgil di Bologna, che ha organizzato sei manifestazioni. Una, nel capoluogo emiliano sotto le finestre dell’Agenzia delle entrate in via Nanni Costa, ha radunato circa 3.000 persone.

Negli altri cinque luoghi di protesta, invece, la Cgil ha contato 10mila partecipanti: 3.500 a S.Lazzaro, 2.500 a Zola Predosa, 2.000 ad Anzola, mille ad Argelato e altrettanti a Castel Maggiore. Buona, sempre secondo il sindacato, anche l’adesione allo sciopero nel settore trasporti: al 75% tra gli autisti di autobus (ma Atc parla del 55%) e all’80% nelle Officine grandi riparazioni delle Ferrovie dello Stato”.

A Milano in corteo erano 50 mila persone, 15 mila a Genova, a Napoli circa 30mila, dove accanto ai lavoratori c’erano anche striscioni di aziende in crisi che ormai tutta Italia conosce:la Fiat di Pomigliano, la Fiat Avio, Tirrenia, Fincantieri di Castellammare di Stabia e la Sirti.

Epifani da Padova ha detto:“C’è un paese che ha le pezze. I lavoratori stanno male, la disoccupazione aumenta, soprattutto nelle aree più industrializzate. Il governo non fa nulla”. “Il fisco lo pagano solo i lavoratori e i pensionati, il governo abbassa i diritti attraverso anche una specie di arbitrato che costringe il lavoratore a rinunciare al giudice del lavoro. Tutto questo non è possibile nel momento in cui il paese sta sprofondando”. Questo è il senso dello sciopero, a suo avviso, “che richiede un progetto diverso per l’Italia, investimenti, occupazione, difesa dei redditi, un fisco che viene pagato da chi ha i patrimoni, non da chi lavora, e la difesa dei diritti”.

Bene! questa è una bella notizia! Ora non lasciamo che tutto cada nel dimenticatoio!

Fonte: www.cgil.it www.rassegna.it

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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