Porta il figlio a scuola e fa tardi a lavoro: licenziato


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Si legge su www.corriere.it la sconcertante storia di un operaio milanese licenziato perchè, per portare il proprio figlio a scuola, non riusciva a rispettare i  nuovi turni aziendali che partivano dalla 7 invece che dalle 8.30.

E’ quanto successo ad Alex B.dipendente dell’azienda di distributori automatici «Bigarella» di Cassano d’Adda (Milano); appena rientrato dalla cassa integrazione in deroga, al dipendente sono stati cambiati gli orari dei turni: dalle 7 anzichè dalle 8.30. Il nuovo orario però, non gli consentiva di “assolvere i suo doveri di padre riconosciuti costituzionalmente” poichè, deve accompagnare il bambino a scuola, dato che anche la moglie ha per due settimane al mese turni dalle 6 del mattino: quindi, contesta.

Finchè il 14 aprile, sempre dopo aver accompagnato il proprio figlio a scuola, arriva a lavoro alle 8.30; ad attenderlo però c’è una lettera di licenziamento. Angelo Pedrini, sindacalista della Cub, la Confederazione unitaria di base, ha reso noto che insieme a Sdl, Rdb e Cobas ha chiesto l’intervento della Consigliera provinciale di parità per far applicare le politiche di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro previste dalle leggi europee.

“La priorità della gestione dei distributori automatici di caffè non può prevalere sui doveri di genitori previsti dalla Costituzione; in ogni caso è la prima violazione, e la contestazione non poteva portare alla sanzione definitiva del licenziamento perché è nulla, ingiustificata e comunque sproporzionata. In questo caso a perdere il posto di lavoro è un papà, un uomo che non ha fatto altro che il suo dovere”. Oltre alle iniziative legali – è stato spiegato – quelle di protesta continueranno fino al ritiro del licenziamento”.

Fonte: www.corriere.it

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente redattrice di Lavoro e Diritti e impiegata nella PA.

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