Protesta la cultura contro i tagli del governo

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Oggi in Piazza Navona, a Roma, i lavoratori del mondo dello spettacolo e della cultura in generale,  hanno protestato  contro i tagli imposti dal Governo e contro la riorganizzazione delle fondazioni lirico-sinfoniche. Lo slogan della manifestazione:“La cultura è un diritto. La cultura è una risorsa”.

La manifestazione è stata organizzata daMovem09, Movimento Emergenza Cultura Spettacolo Lavoro (Movimento culturale che raggruppa tutte le associazioni e sigle sindacali del mondo della Cultura e dello spettacolo, da Slc-Cgil Sai, Fistel-Cisl Fai, Uilcom-Uil UNdA, Fnsi, Usigrai). Le motivazioni della protesta sono racchiuse nel manifesto di Movem 09: “I tagli ai finanziamenti pubblici, motivati dalla crisi economica, per tutto il settore culturale, al cinema, al teatro, alla lirica, alla musica, alla scuola, all’università, alle fondazioni, agli istituti, alla ricerca, dimostrano nell’esiguità del risultato sul piano economico generale, la mancanza di una visione strategica del futuro di tutto il paese, che nel mondo può esportare soprattutto cultura, il patrimonio di cui è più ricca.

La cultura può e deve divenire volano di sviluppo per l’Italia. Nazioni meno ricche di beni culturali e di creatività della nostra hanno puntato in questa direzione per  uscire dalla crisi. In Italia la cultura e l’economia che ruota intorno ad essa sono viste soltanto come spesa e non come investimento”.

C’erano proprio tutti: attori, registri, registi, autori, lavoratori del mondo dello spettacolo e della Rai. Presente anche il Pd che ha dato piena solidarietà ai lavoratori del comparto. Tra gli altri è intervenuto anche Renato Zero: “Questi tagli sono un’eresia formidabile, al di là dell’arte vanno a danneggiare la ricchezza patrimoniale di un paese.

“Qui parliamo di rapporti, non di privilegi, questi artisti e lavoratori del settore non sono stati baciati dalla fortuna. Vengono dalla gavetta, sono caduti e si sono rialzati, hanno preso i fischi e gli applausi, come tutti. È un lavoro anche quello, ti toglie fuori dall’emarginazione, ti fa credere nel futuro anche se vivi in un quartiere come Centocelle senza luce o acqua. Forse queste persone hanno paura della cultura e anche delle intercettazioni perchè tenere la gente al buio e nell’ignoranza fa comodo”.

fonte: rassegna.it

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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