Una tantum per il personale di imprese esercenti servizi di telecomunicazione

Google+ Pinterest Linkedin Tumblr +
Richiedi una consulenza su questo argomento




Con circolare Inps nr. 26 dello scorso 18 febbraio, sono stati stabiliti i criteri per la valutazione dell’una tantum riconosciuta al personale dipendente da imprese esercenti servizi di telecomunicazione, ai fini della determinazione delle prestazioni economiche di malattia, di maternità, di congedo matrimoniale e di integrazione salariale.

Si legge nella circolare che :” L’accordo 23 ottobre 2009, per il rinnovo del C.C.N.L. stipulato il 3 dicembre 2005 per il personale dipendente da imprese esercenti servizi di telecomunicazione, ha previsto, tra l’altro, la corresponsione a titolo di arretrati retributivi, ai lavoratori in forza alla data del 23 ottobre 2009, di un importo “una tantum” di 585,00 euro lordi, suddivisibili in quote mensili in relazione ai mesi di servizio prestati nel periodo 1° gennaio 2009 – 31 dicembre 2009 (v. testo contrattuale, allegato n. 1).

La frazione di mese superiore a 15 giorni è considerata, ai predetti effetti, come mese intero.

L’una tantum è ridotto proporzionalmente, per i lavoratori a tempo parziale, in ragione del minore orario di lavoro convenuto.

L’importo dell’una tantum, verrà corrisposto con le competenze del mese di dicembre 2009, ovvero, nel caso di risoluzione del rapporto di lavoro, all’atto della liquidazione delle competenze. Si precisa, altresì, che detto importo è escluso dalla base di calcolo del trattamento di fine rapporto.

L’erogazione non compete per i periodi mensili nei quali si è verificata una sospensione della prestazione lavorativa senza diritto alla retribuzione (ad. es., a causa di servizio militare, aspettativa, assenza facoltativa “post partum”, ecc.); sono invece considerate utili ai fini della maturazione dell’una tantum le giornate di assenza dal lavoro per malattia, infortunio, gravidanza e puerperio e congedo matrimoniale, intervenute nel periodo 1° gennaio 2009 – 31 dicembre 2009, che abbiano dato luogo al pagamento di trattamenti economici previdenziali a carico dell’Istituto competente e di integrazione a carico delle aziende.

Ai lavoratori che nel periodo considerato fruiscano di trattamenti di Cassa integrazione guadagni, di riduzione dell’orario di lavoro per contratti di solidarietà e/o di altre prestazioni economiche previdenziali, l’importo dell’“una tantum” sarà corrisposto secondo le disposizioni vigenti in materia.

Circa i riflessi sulle prestazioni economiche di malattia e di maternità (nonché sui riposi orari “post-partum”, sulle “retribuzioni” corrisposte ai donatori di sangue e sulle altre prestazioni a carico dell’INPS, conguagliabili con i contributi) erogate nel periodo a cui si riferiscono gli arretrati retributivi in questione, si ribadiscono, in quanto applicabili, le disposizioni fornite, secondo le quali detti emolumenti vanno conteggiati nei limiti della quota riferita al mese considerato, da computare secondo le regole previste per le mensilità aggiuntive o premi e le altre precedenti ivi richiamate, a cui si deve aver riguardo anche per le modalità di conguaglio).

In relazione al sistema vigente per il calcolo delle prestazioni economiche di malattia e di maternità, la particolare applicazione potrà interessare i soli eventi iniziati tra i mesi di febbraio 2009 e di gennaio 2010  (salvo, per la malattia, il caso di ricaduta).

Resta fermo che le quote di “una tantum” relative ai periodi integrati nell’arco di tempo sopraindicato potranno essere poste in pagamento entro la capienza del limite stabilito dai massimali mensili che, come è noto, attualmente riguardano anche le integrazioni salariali ordinarie.

Fonte: www.inps.it

Richiedi una Consulenza a Lavoro e Diritti


Iscrivendoti acconsenti al trattamento dei dati personali ai sensi del D.Lgs. 196/03
Condividi.

Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

Altri articoli interessanti