Bonus vacanze, restituzione in caso di errore nell’ISEE. Ecco i dettagli

Il bonus vacanze può essere speso fino al 30 giugno 2021; ma in caso di inesatta compilazione ISEE scatta l'obbligo di restituzione.


L’Agenzia delle Entrate è intervenuta recentemente con la risposta n. 66 dell’1 febbraio 2021, in cui chiarisce come ci si deve comportare nell’ipotesi in cui il modello ISEE, utile per l’ottenimento “bonus vacanze” o credit tax vacanze, sia stato compilato in maniera erronea dal contribuente e beneficiario senza però averne diritto.

Ebbene, l’Amministrazione finanziaria ha chiarito che, in caso di utilizzo scorretto e non conforme del contributo rispetto alla normativa vigente, l’interessato può sanare la propria posizione e di fatto regolarizzarla; restituendo la somma ottenuta in modo indebito. Per farlo, dovrà utilizzare la dichiarazione dei redditi.

Vediamo più nel dettaglio.

Bonus vacanze: che cos’è in breve

Il bonus vacanze è frutto di una scelta politica del Governo Conte bis. Infatti, tramite il decreto Ristori (decreto-legge n. 137 del 28 ottobre 2020), si è deciso di estendere la fruibilità del bonus in oggetto fino al prossimo giugno. Ma non solo: l’utilizzo dei 500 euro è stato allargato a più strutture; ed è stata altresì prevista la possibilità di effettuare pagamenti su intermediazione di piattaforme e portali web.

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Originariamente predisposto dal Decreto Rilancio dell’anno scorso (art. 176 del DL n. 34 del 19 maggio 2020), dal primo luglio 2020 i cittadini possono usare, sull’intero  territorio nazionale, il bonus vacanze. L’agevolazione, rivolta specificamente ai nuclei familiari con un reddito Isee non al di sopra dei 40.000 euro, è finalizzata al pagamento di servizi offerti in Italia da strutture come imprese turistico-ricettive, agriturismi, campeggi e bed&breakfast. Il bonus – erogato in forma digitale – spetta nella misura massima di 500 euro, da sfruttare per l’80% sotto forma di sconto immediato per il pagamento del servizio turistico e per il 20% come detrazione di imposta al momento della dichiarazione dei redditi.

Il bonus vacanze può essere fatto valere da un solo componente del nucleo familiare (anche differente dal soggetto che materialmente lo richiede); soprattutto, deve essere speso in un’unica soluzione, dunque senza frazionamenti, presso una sola struttura turistica situata in Italia (campeggio, hotel, villaggio turistico, agriturismo ecc.).

Lo sconto valevole come “bonus vacanze 2021” sarà di seguito rimborsato all’esercente nell’ambito del turismo, sotto forma di credito d’imposta utilizzabile senza limiti di importo in compensazione, o cedibile anche a istituti di credito.

Ricordiamo inoltre che per il calcolo dell’ISEE è obbligatoria la cosiddetta Dichiarazione sostitutiva unica (DSU), che include i dati anagrafici, reddituali e patrimoniali del nucleo familiare e ha validità dalla data della presentazione e fino al 31 dicembre successivo.

La proroga dell’agevolazione fino a fine giugno 2021

Come accennato, il bonus vacanze originariamente poteva essere usato fino al 31 dicembre 2020, ma ora con la proroga del contributo, vale fino al 30 giugno 2021. Il bonus vacanze 2021 può raggiungere un importo totale di 500 euro in ipotesi di famiglie con almeno tre persone; le famiglie di due persone avranno diritto ad un bonus pari a 300 euro; per quanto riguarda invece i single, l’erogazione sarà pari a 150 euro.

Rimarchiamo che detto bonus vacanze poteva essere richiesto dal primo luglio 2020 fino al 31 dicembre 2020, tramite l’app IO; mentre la fruizione ora è possibile – come detto – fino al 30 giugno di quest’anno. Insomma, il contributo conserva efficacia anche perchè con la seconda ondata di contagi anche in Italia, in molti non hanno potuto usufruire del rimborso di 500 euro previsto dalla scorsa estate.

Pertanto tutti coloro che sono in possesso del bonus vacanze 2021 ancora attivo e non sfruttato, potranno servirsene entro fine giugno. Attenzione però: dal primo gennaio 2021 non è più possibile fare domanda per il bonus vacanze.

Che cosa ha chiarito l’Agenzia delle Entrate sul tema?

Come anticipato all’inizio, colui che ha compilato l’ISEE in modo sbagliato, potrà regolarizzare la propria situazione, restituendo quanto ottenuto indebitamente, a titolo di bonus vacanze. Per farlo, dovrà compilare gli appositi campi del modello di dichiarazione  dei redditi prescelto (730 o redditi Pf). Ciò che è importante sottolineare è che la restituzione sarà effettuabile senza alcun rischio di sanzioni e interessi. Così chiarisce in modo netto la risposta n. 66 del primo febbraio 2021.

Nella risposta all’interpello, l’Agenzia delle Entrate fornisce ulteriori precisazioni, come frequentemente accade negli ultimi tempi. E infatti vi si trova scritto che il credito potrà essere utilizzabile:

esclusivamente nella misura dell’80 per cento, d’intesa con il fornitore presso il quale i servizi sono fruiti, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto e per il 20 per cento in forma di detrazione di imposta in sede di dichiarazione dei redditi da parte dell’avente diritto“.

Inoltre, l’Amministrazione finanziaria – nella risposta citata – chiarisce e ribadisce quanto sopra ricordato, ossia che lo sconto sarà rimborsato al fornitore dei servizi sotto forma di credito d’imposta. 

Concludendo, già la circolare n. 18/E del 3 luglio 2020 aveva spiegato che è la stessa Agenzia delle Entrate a controllare l’esistenza dei presupposti per la fruizione da parte del contribuente del bonus vacanze e l’esatta determinazione dell’ammontare del credito e il suo uso. Laddove sia notata la mancata sussistenza dei requisiti, procederà senza indugio al recupero dello sconto e della detrazione fruita.

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