25 giugno sciopero generale; ci saranno anche le tute blu di Pomigliano

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Allo sciopero generale del 25 giugno, proclamato dalla CGIL contro la manovra "lacrime e sangue", ci saranno anche gli operai di Pomigliano.

Si avvicina la giornata di sciopero generale, proclamata per il prossimo 25 giugno dalla CGIl, contro la manovra economica. Lo sciopero sarà di almeno 4 ore per i lavoratori privati e di tutta la giornata per i lavoratori pubblici.

Per i trasporti: piloti, assistenti di volo e personale di terra degli aeroporti scioperano dalle 10 alle 14. Dalle 14 alle 18 stop nel trasporto ferroviario. Bus, metro, tram e ferrovie concesse si fermeranno 4 ore secondo modalita’ locali.

Poste Italiane ha garantito l’erogazione di servizi essenziali. Per le sole regioni Piemonte, Liguria e Toscana, lo sciopero si svolgera’ nella giornata del 2 luglio, per l’intera giornata.

E Poi ci saranno le tute blu di Pomigliano, con uno sciopero di otto ore. Nel manifestino della Fiom si leggono le motivazioni: “contro l’arroganza di Fiat e Confindustria che con gli accordi separati e il ricatto occupazionale, come si vuole imporre a Pomigliano, vogliono cancellare leggi e diritti indisponibili, distruggere con le deroghe il Contratto nazionale e lo Statuto dei lavoratori, intensificare lo sfruttamento e annullare la contrattazione e il diritto costituzionale allo sciopero”.

Contro la manovra del Governo che fa cassa sulle spalle dei lavoratori, che colpisce i salari e impedisce la contrattazione, allunga l’età pensionabile di 5 anni per le donne nei settori pubblici, blocca la pensione per 12 mesi per tutti anche per coloro che hanno 40 anni di versamenti, non salvaguarda le condizioni di pensione nemmeno per chi è già in mobilità, priva i cittadini di servizi essenziali tagliando i finanziamenti agli enti locali, alla scuola, ai trasporti, alla sanità e alla ricerca. Questo senza toccare minimamente i ricchi, l’evasione fiscale, i veri sprechi della spesa pubblica”.

Contro la nuova legislazione del lavoro che prepara la cancellazione dello Statuto dei lavoratori a partire dall’articolo 18, che con la certificazione imporrà condizioni individuali in deroga ai contratti, che, con l’arbitrato, costringerà i lavoratori nel momento stesso dell’assunzione a rinunciare a ricorrere al giudice nella difesa dei loro  diritti.

Intanto non si fermano le polemiche tra Fiom e Marchionne, in attesa del referendum sull’accordo per Pomigliano, previsto per il prossimo 22 giugno. “Se si continuerà come adesso, a discutere per tempi interminabili di accordi che non hanno equivalenti nella storia dell’Europa”,  afferma Marchionne, allora l’Italia “non avrà un futuro a livello di industria manifatturiera, l’industria non esisterà più.

“Se la vogliamo ammazzare, me lo dite e lo facciamo, sono disposto a fare quello che vogliono gli altri”…”Smettiamo di prenderci per i fondelli. Lunedì scorso lo stabilimento di Termini Imerese è andato in sciopero e l’unica ragione era che stava giocando la nazionale italiana”.

Maurizio Landini, segretario della Fiom,  ribadisce che il referendum “è illegittimo perché mette in votazione una violazione della Costituzione e, in secondo luogo, non è libero perché impedisce ai lavoratori di dire liberamente” sì o no.

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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