8 marzo, festa della donna: nulla da festeggiare, Italia in coda per occupazione femminile

I dati Eurostat sull'occupazione femminile ci classificano al penultimo posto; intanto per l'8 marzo si susseguono le iniziative per la pari dignità.

Google+ Pinterest Linkedin Tumblr +

L’Eurostat, in occasione della festa della donna, ha pubblicato i dati sull’occupazione femminile in Europa. Come facilmente intuibile, l’Italia ancora una volta va ad occupare gli ultimi posti della classifica.

Secondo l’Istituto di statistica europeo, per le donne senza prole, tra i 25 e i 54 anni, il tasso di occupazione italiano e’ del 63,9% contro il 75,8% della media Ue; peggio di noi solo Malta con la percentuale del 56,6%.

La situazione diventa drammatica per le donne con figli: se c’è solo un figlio, la media Ue di occupazione è del 71, 3%; a fronte di percentuali come  la Francia del 78%, o la Gran Bretagna del 75%, l’ Italia ottiene un misero 59%, seguita da Malta col 45,7%.

Se ci sono due figli, in Italia la percentuale di donne che lavorano scende al 54,1% a fronte di una media europea del 69,2%. Discorso inverso vale per gli uomini: più crescono il numero di figli a carico, più aumenta il tasso di occupazione!

E allora che fare? Bisognerebbe girare la domanda al governo o forse ancora meglio, al Ministro delle pari opportunità! (che non mi sembra si stia prodigando tanto per ottenerla questa parità). Nel frattempo, proprio in occasione della particolare giornata odierna, molte sono le iniziative in tutta Italia.

Il comitato “se non ora quando?” lancia lo slogan “riprendiamoci l’8 marzo” a cui ha aderito anche la CGIL

Così si legge sul sito della CGIL:“Una festa laica del lavoro delle donne e un momento per rivendicare la propria dignità, è questo il senso che le donne del comitato vogliono dare quest’anno a quella che è una data storica  per i movimenti femminili. L’8 marzo quest’anno sarà anche la prosecuzione di ciò che ha preso vita il 13 febbraio scorso con le manifestazioni organizzate dal comitato ‘Se non ora quando?’ in tutta Italia.

La novità è che quest’anno sarà una coccarda rosa, e non la classica mimosa, il simbolo della Giornata mondiale della donna. Un fiocco “virtuale”, spiega il gruppo di donne, attrici, registe, politiche, storiche e giornaliste, con cui “legarsi tutte, nel 150° dell’Unità d’Italia, per una rinascita del nostro Paese”.

Il comitato ha lanciato una piattaforma di richieste dal titolo ‘Rimettiamo al mondo l’Italia’, rivolta all’universo femminile. La piattaforma rivendica la ‘libertà di scelta’ per tutti, evidenziando alcuni punti cardine necessari per riconquistarla, come: il congedo di maternità obbligatorio e l’indennità di maternità; il congedo obbligatorio di paternità e norme che impediscano il licenziamento ‘preventivo’ come le dimissioni in bianco.

Se non ora quando? Adesso!

Leggi l'informativa privacy ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679
Condividi.

Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente redattrice di Lavoro e Diritti e impiegata nella PA.

Altri articoli interessanti