Arresto del datore di lavoro per omicidio colposo dopo la morte dell'operaio

Per la prima volta un datore viene arrestato a seguito della morte di un suo operaio, con l'accusa di omicidio colposo.

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Per la prima volta, un imprenditore viene arrestato con l’accusa di omicidio colposo, a seguito alla morte di un proprio dipendente, manco a dirlo, causato da un incidente sul lavoro a causa di assenza di sicurezza sul luogo del lavoro.

La vittima è un operaio albanese irregolare che, lunedi scorso ha trovato la morte, cadendo da otto metri di altezza, nel mentre lavorava sul tetto di un capannone in proprietà della Veca Group di Castelfiorentino (Fi).

Il datore di lavoro, connazionale della vittima è stato arrestato per omicidio colposo e impiego di manodopera clandestina. L’imprenditore infatti non solo non aveva assunto il suo connazionale ma ha anche omesso di dotare  l’operaio di alcun dispositivo di protezione personale che gli avrebbe potuto salvare la vita.

Nella convalida dell’arresto, il Gip pone a carico del datore diverse circostanze: “il titolare non avrebbe garantito al suo operaio, “non regolarmente assunto ma dipendente di fatto, una formazione sufficiente in materia di salute e sicurezza sul lavoro”. Tra gli elementi che pesano sul titolare della ditta, infine, ci sono la quasi-flagranza (il titolare era presente al momento dell’incidente, anche se a suo avviso il dipendente sarebbe salito sul tetto a sua insaputa) e il fatto che il datore di lavoro della vittima abbia alcuni precedenti penali che aggravano ulteriormente la sua posizione” (tratto dal Fatto quotidiano).

Fonte. www.ilfattoquotidiano.it

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente redattrice di Lavoro e Diritti e impiegata nella PA.

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