Buon Natale all'Italia che lotta

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Il Santo Natale è arrivato e noi di Lavoro e Diritti vogliamo fare i più sinceri auguri di un felice e sereno natale a tutti i nostri lettori e fan. Per molti sarà un Natale felice fatto di grandi abbuffate e di tanti (diciamolo a volte superflui) regali da scartare; per molti altri però questo sarà un Natale un pò triste perchè hanno perso il posto lavoro e perchè non sanno come fare a sbarcare il lunario.

Il Santo Natale è arrivato e noi di Lavoro e Diritti vogliamo fare i più sinceri auguri di un felice e sereno natale a tutti i nostri lettori e fan.

Per molti sarà un Natale felice fatto di grandi abbuffate e di tanti (diciamolo a volte superflui) regali da scartare; per molti altri però questo sarà un Natale un pò triste perchè hanno perso il posto lavoro e perchè non sanno come fare a sbarcare il lunario.

Un pensiero particolare va all’Italia che lotta anche in questi giorni che son belli da trascorrere a casa, nel calore di un camino e della propria famiglia. Pertanto, un augurio di buon natale ai ricercatori dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) che sono sul tetto da un mese e si preparano a passarci anche il natale, qui il rischio è di veder sciogliere 230 contratti  oltre a quelli già persi.

Ai lavoratori precari della Fiat Auto di Pomigliano D’Arco che dal 22 dicembre sono  sul tetto del Comune della cittadina alle porte di Napoli proseguendo, inoltre, l’occupazione dell’aula consiliare.

Un buon natale ai lavoratori della “Yamaha” di Lesmo che per una settimana sono stati sul tetto della loro azienda per scongiurare la chiusura dello stabilimento voluta dai giapponesi senza neanche l’ausilio degli ammortizzatori sociali. Ora la battaglia l’hanno vinta: è proprio notizia fresca che sono riusciti ad ottenere la cassa integrazione per tutti i 66 dipendenti!

Non dimentichiamoci gli operai della Fiat di Termini Imerese (e a quelli dell’indotto) che proprio qualche giorno fa si sono sentiti dire dall’amministratore delegato Marchionnne che, lo stabilimento Fiat (dove peraltro vi sono le migliori condizioni di lavoro) nel 2011 cesserà la produzione di autoveicoli.

La lista sarebbe ancora lunga poichè, dal primo eclatante esempio di “occupazione” dei tetti, da parte degli operai della Insee, oggi ne è piena l’Italia! Un sereno natale a tutti i precari della scuola, a tutti i disoccupati e cassa integrati, agli informatici dei Tribunali e a coloro che continuano a lavorare nonostante siano mesi che non percepiscono stipendio.

Senza voler dimenticare nessuno, spero che Babbo Natale, porti ai molti che hanno perso lavoro, al mondo precario, ai lavoratori in lotta e, in generale all’Italia che oggi soffre la crisi, la buona notizia che tutti ci aspettiamo: “ecco signori, non state a preoccuparvi da oggi un lavoro (con la L maiuscola) c’è per tutti!”.

Noi non ci arrenderemo mai, lavorare è un nostro diritto e le stupide logiche di profitto aziendale non potranno mai togliercelo.  Auguri!

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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