Buste paga bloccate; in dieci anni sono aumentate solo di 29 euro

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Buste paga bloccate; in dieci anni cresciute di sole 29 euro; eccessivo divario tra nord e sud e tra uomini e donne: la fotografia nel rapporto della Banca d'Italia.

Un paese che non va,  dove gli stipendi restano pressochè immutati nel tempo, nonostante il mutare, anzi l’aggravarsi della situazione economica finanziaria. E’ questo quanto emerge dal rapporto annuale della Banca d’Italia elaborate dall’agenzia Adnkronos.

Le retribuzioni medie reali nette, dal 2000 al 2010, sono aumentate solo di 29 euro, passando da 1.410 a 1.439 euro. Come sempre notevole è il divario tra Nord e Sud. L’incremento è stato del 2,5% al Nord contro lo 0,7% del Sud . In pratica, al centro nord si è passati da 1.466 euro del 2000 a 1.503 euro del 2010, con un aumento di 64 euro,  mentre nel mezzogiorno, le retribuzioni passano da 1.267 euro a 1.276 euro, con una crescita di soli 9 euro.

Rispetto alla media nazionale le retribuzioni si attestano a un +4% per i lavoratori del centro-nord e -10,1% per quelli di sud e isole, mentre 10 anni dopo arriva a +4,4% e -11,3%.

La crisi ha contribuito a peggiorare la situazione delle retribuzioni:  nel 2006, prima dell’inizio della crisi, le retribuzioni medie arrivavano a 1.489 euro, due anni dopo erano scese a 1.442 euro, e nel 2010 la situazione era ulteriormente peggiorata, arrivando a 1.439 euro. La riduzione in termini reali, in quattro anni, è stata di 50 euro (-3,3%).

Le differenze permangono anche tra i sessi; per gli uomini l’aumento è stato di 47 euro, con un passaggio da 1.539 euro a 1.586 euro; per le donne invece, l’aumento è stato di solo 35 euro passando da 1.220 a 1.253 euro.

“Tra il 2008 e il 2010 le retribuzioni reali mensili pro capite dei lavoratori a tempo sono cresciute dello 0,8% (2% per le donne). Nello stesso periodo la quota dei lavoratori a bassa retribuzione è salita di tre decimi di punto percentuale, al 9,4%.

Proprio a causa dell’espansione del part-time, le retribuzioni nette medie per il totale dei lavoratori dipendenti sono diminuite dello 0,2%, riflettendo esclusivamente il calo del mezzogiorno”.

Articolo tratto da: www.adnkronos.com

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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