Confesercenti: per gli italiani la crisi c'è e si sente

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Secondo un'indagine dell'Osservatorio della Confesercenti, Ispo, l'83% degli italiani (circa 40 milioni di persone), sentono ancora pesantemente la crisi.

Secondo un’indagine dell’Osservatorio della Confesercenti, Ispo, l’83% degli italiani (circa 40 milioni di persone), sentono ancora pesantemente la crisi.

“Guidano l’allerta-crisi il Sud e le isole (dove il 60% si dice molto preoccupato), segue il nord-est (55%). Si scende solo di sette punti (84%, invariato rispetto ad ottobre scorso) quando si parla dello stato economico della propria regione di appartenenza. Ed in questa altalena di preoccupazioni si risale al 92% quando in campo entra la situazione del mercato del lavoro.

“La crisi nei mesi scorsi ha continuato ad erodere, sia pure in maniera non troppo marcata, la stabilità del lavoro. Lo dimostra il fatto che risultano aumentate del 4% (dal 15% al 19%) le famiglie nella quali almeno un componente ha perso il lavoro ovvero 4,6 milioni di nuclei familiari.

Salgono del 6% (dall’11% al 17%, ovvero 4,1 milioni di famiglie) quelle che hanno conosciuto ( o temono di farlo) la cassa integrazione.
Quanto alla situazione economica della propria famiglia preoccupa ancora 2 intervistati su 3. Anche in questo caso però sale l’ottimismo verso il futuro: tra un anno il 66% ritiene che la situazione della propria famiglia sarà comunque positiva.

Sempre a livello di attenzione la questione dell’accesso al credito: coloro che lamentano difficoltà nell’ottenere prestiti e finanziamenti passano dal 55% di ottobre scorso al 51% di questo periodo. Giovani e imprenditori restano comunque i soggetti che segnalano i maggiori problemi. E resta quindi insidioso il rischio usura, specialmente per le Pmi nel sud.

Il 92% degli intervistati considera preoccupante  la situazione del mercato del lavoro. I più allarmati sono dirigenti e disoccupati: i primi con il timore di perdere il lavoro, i secondi con quello di non ritrovarlo. Molto elevata anche la considerazione delle difficoltà delle pmi che secondo l’81% degli italiani sono state penalizzate più della grandi aziende. A sostenerlo sono soprattutto gli imprenditori, gli studenti ed anche i disoccupati”.

Fonte: www.confesercenti.it

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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