Ddl lavoro ricomincia l'iter parlamentare, audizione alla camera delle parti sociali

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E’ ripresa la discussione in Commissione Lavoro alla Camera del famigerato collegato lavoro con l’audizione delle parti sociali.

E’ ripresa lo scorso 13 aprile, con l’audizione delle parti sociali, la discussione in Commissione Lavoro alla Camera del famigerato collegato lavoro che, a fine marzo, il Presidente Napolitano ha rinviato alle camere chiedendo degli aggiustamenti in quanto norma troppo eterogenea e, in sostanza lesiva dei diritti del lavoratore.

Nel cosro dell’audizione, Confindustria, ha dichiarato: “Con l‘avviso comune separato, siglato l’11 marzo sull’arbitrato, si è esclusa ogni ipotesi di voler far ricorso all’arbitrato per eludere garanzie poste a tutela dei lavoratori in caso di licenziamento illegittimo”. L’intesa tra i sindacati “delinea la strada da percorrere per cercare soluzioni condivise alle questioni sollevate nel messaggio alle Camere”. Confindustria condivide “pienamente il richiamo del presidente della Repubblica in ordine alla necessità del rispetto del principio della volontarietà dell’arbitrato”.

Secondo la Uill’arbitrato non ha nulla a che vedere con i licenziamenti ed esso non può essere imposto al momento dell’assunzione”. “A maggior garanzia si potrebbe decidere che l’eventuale clausola compromissoria si applichi solo ai rapporti di lavoro subordinato, ed esclusivamente al termine del periodo di prova, nel quale evidente la particolare debolezza del lavoratore”.

Per la Uil inoltre è ” da valutare con favore ogni intervento mirato a ridurre un ricorso patologico al sistema giudiziario per la soluzione delle vertenze di lavoro”. L’accesso all’arbitrato “consentirebbe di tutelare bene e subito, sia i principi dell’ordinamento sia le stesse norme giuridiche che vanno poste esplicitamente alla base della pretesa con cui si invoca il lodo”. Per questo “come Uil auspichiamo che la norma emananda ponga in modo ancor più esplicito, quale presupposto dell’arbitrato di equità il rispetto dei principi generali dell’ordinamento”.

La Cisl invece propone che la scelta dell’arbitrato avvenga solo successivamente ad un periodo di prova e non al momento dell’assunzione . Inoltre il sindacato auspica di: recepire l’avviso comune che esclude i licenziamenti dalla materia dell’arbitrato, definire le commissioni di certificazione che validano le clausole compromissorie e certificano i contratti individuali come ‘organi terzi’ per cui “bene le università, le direzioni provinciali del lavoro, ma no i consulenti del lavoro che rappresentano i datori di lavoro”.

La Cgil, che sin dall’inizio ha aspramente criticato i provvedimenti contenuti nel ddl lavoro, ha espresso la necessità di un riesame complessivo del testo“per una nuova deliberazione, oltre agli articoli 20, 30, 31, 32 e 50” menzionati dal capo dello Stato, su cui la maggioranza intende limitare la discussione”.

Non siamo contrari” allo strumento in sé “ma all’arbitrato di equità”, ha detto Fammoni. In ogni caso, ha aggiunto, “se non ci saranno i cambiamenti sostanziali richiesti, è evidente che continueremo la nostra iniziativa di modifica della legge, anche con la mobilitazione e l’appello della Consulta”. E “quando la legge andrà in Aula” (il 26 aprile) “faremo un presidio di fronte al Parlamento”.

Già un presidio dinanzi al parlamento: la Cgil infatti ha già confermato una mobilitazione per il 26 aprile, giorno in cui è previsto il dibattito in aula del ddl lavoro.

Tuttavia, la Commissione lavoro ha già stabilito, su proposta del relatore Cazzolla (Pdl) che il riesame della legge sarà limitato solo ai cinque articoli richiamati nel messaggio del presidente della repubblica ossia, agli artt. 20, 30, 31, 32 e 50. La proposta (che dovrà essere approvata dall’Aula) è passata con il voto a favore della maggioranza, mentre Pd e Idv hanno votato contro e l’Udc si è astenuta.

Il capogruppo Pd in commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, proprio in seguito alla proposta di Cazzola ha denunciato che Governo e maggioranza si sono “chiusi a riccio”non solo sul ddl lavoro ma anche sulla proposta di legge, inizialmente condivisa in modo bipartisan, sul miglioramento degli ammortizzatori sociali nell’attuale momento di crisi.

Sugli ammortizzatori sociali Damiano annuncia che il Pd “ripresenterà la proposta originaria per migliorare le condizioni dei lavoratori e per far comprendere al paese quale sia la distanza tra le affermazioni del governo a tutela dei lavoratori più deboli e il comportamento effettivo di fronte a scelte politiche concrete”.

Sacconi, ha assicurato che le modifiche al ddl lavoro verranno fatte in accordo con le parti sociali. Staremo quindi a vedere!

Fonte: rassegna.it

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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