Ddl lavoro: si del senato, duro colpo ad art. 18 Statuto dei lavoratori

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Il 3 marzo 2010, il Senato ha approvato l'articolo 31 del ddl lavoro, collegato alla finanziaria 2009, che contiene la norma sull'arbitrato e la conciliazione in tema di controversie individuali di lavoro.

Il 3 marzo 2010, il Senato ha approvato con 151 si, 86 no e 5 astenuti l’articolo 31 del disegno di legge n. 1167-B, meglio conosciuto come il ddl lavoro, collegato alla finanziaria 2009, che contiene la norma sull’arbitrato e la conciliazione.

31 marzo 2010 Ddl lavoro: Napolitano non firma il collegato lavoro e rinvia alle camere

Avevamo già parlato di questo disegno di legge novità in materia di apprendistato, ma questa non è la sola; novità si introducono anche in tema di  pensionamento anticipato per i lavoratori impiegati in attività usuranti,  in materia di controversie individuali di lavoro e per la risoluzione del rapporto per i pubblici dipendenti prossimi alla pensione, lotta al lavoro irregolare e, soprattutto modifiche alle disposizioni sulle impugnazioni dei licenziamenti individuali .

L’opposizione ha duramente criticato l’art 31 del ddl, ritenendo che tale norma mini le garanzie fino ad ora previste dall’art 18 dello statuto dei lavoratori che, come ormai tutti sappiamo, tutela dal licenziamento senza giusta causa, garantendo al lavoratore la cd. tutela obbligatoria (ossia la reintegra nel posto di lavoro).

Con la nuova norma, le controversie in tema di lavoro e quindi, anche il licenziamento potrebbero essere affidate anzichè ad un giudice terzo e imparziale (per definizione), ad un collegio di arbitri.

Cosa prevede la norma

L’art 31 (denominato Conciliazione e arbitrato) ridisegna le norme del codice di procedura civile recanti le disposizioni generali in materia di conciliazione e arbitrato nelle controversie individuali di lavoro (artt. da 409 a 412-quater).

Si legge nella relazione del senato che: “In estrema sintesi, la disposizione trasforma il tentativo di conciliazione, attualmente obbligatorio, in una fase meramente eventuale, introduce una pluralità di mezzi di composizione delle controversie di lavoro, tra cui quelle legate al trasferimento di azienda e al recesso, alternativi al ricorso al giudice e rafforza le competenze delle commissioni di certificazione dei contratti di lavoro di cui all’art. 76 del decreto legislativo 276/2003″.

Il solo tentativo obbligatorio rimane quello di cui all’art. 80, comma, 4 del D.Lgs 276/2003, in caso di ricorso giurisdizionale avverso la certificazione. Il comma 2 dell’art 31, detta nuove disposizioni relative alla composizione delle commissioni di conciliazione (istituite presso le direzioni provinciali del lavoro), salvo la precisazione, per la designazione dei rappresentanti dei lavoratori della necessaria rappresentatività dei sindacati a livello territoriale. Nuove disposizioni sono relative alla possibilità per la commissione di affidare il tentativo di conciliazione a sottocommissioni che ne rispecchino la composizione.

Il punto centrale è dato dal comma 9 dell’art. 31, che riguarda i limiti alla pattuizione di clausole compromissorie (ossia di clausole che permettono la devoluzione ad arbitri delle possibili controversie derivanti dal contratto) nelle controversie individuali di lavoro di cui all’art. 409 c.p.c .

Per tali controversie, le parti contrattuali possono pattuire clausole compromissorie che rinviino alle modalità di esecuzione dell’arbitrato di cui agli  artt. 412 (presso la commissione di conciliazione) e 412-quater (presso il collegio di conciliazione e arbitrato irrituale) quando:

  • ciò sia previsto da accordi interconfederali e contratti collettivi di lavoro stipulati dalle maggiori organizzazioni nazionali dei lavoratori e dei datori di lavoro;
  • la clausola compromissoria sia stata certificata da una commissione di certificazione  dei contratti di lavoro di cui all’art. 76, comma 1, del d.lgs. 276/2003.

Inoltre si prevede che, a tutela della libertà dell’arbitrato, le commissioni di certificazione debbano accertare “la effettiva volontà delle parti” di ricorrere agli arbitri in caso di insorgere di controversie nel rapporto di lavoro.

In pratica, al momento della conclusione del contratto di lavoro, il lavoratore si potrebbe trovare la clausola secondo la quale, in caso di controversie anzichè ricorrere al giudice si ricorrerà ad un arbitrato che, tra le altre cose ha facoltà di decidere secondo equità e non secondo legge; questo potrebbe comportare, a detta di molti, un rischio per il lavoratore (notoriamente parte debole del rapporto di lavoro) a non vedersi riconosciuti i propri diritti. In questo senso è illuminante l‘esternazione di Brunetta di qualche tempo fa sull’art 18 Statuto dei lavoratori (che tutto ciò non sia un caso?)

Altra novità che torneremo ad approfondire è data dall’art 32 (Decadenze e disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo determinato) che reca disposizioni relative alle modalità e ai termini per l’impugnazione dei licenziamenti individuali e sui criteri di determinazione della misura del risarcimento nei casi in cui è prevista la conversione del contratto a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato.

Il comma 1 sostituisce i commi 1 e 2 dell’articolo 6, della legge 604/1966, prevedendo che l’impugnazione del licenziamento con qualsiasi atto scritto (anche extragiudiziale, purchè idoneo a rendere nota la volontà del lavoratore, anche attraverso l’intervento dell’organizzazione sindacale) è inefficace se entro i successivi 180 giorni il ricorso non è depositato nella cancelleria del tribunale competente o non viene data comunicazione alla controparte della richiesta di tentativo di conciliazione o arbitrato. Qualora la conciliazione o l’arbitrato non vadano a buon fine, il ricorso deve essere presentato entro 60 giorni dal rifiuto o mancato accordo.

Tutto ciò mi lascia un pò perplessa, torneremo in ogni caso, a parlare di questa legge e ad approfondirla in tutti i suoi aspetti, cercando di capire insieme se sia un bene o un male per noi lavoratori!

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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  • Mario Agostinelli

    Anche io lascio un contributo di riflessione a questa decisione assurda: http://www.varesepolitica.it/agostinelli/index.ph

  • Ciao Mario, grazie per il tuo contributo… purtroppo la norma è già legge a tutti gli effetti, però possiamo ancora fare qualcosa per porre rimedio a questo scempio! Dobbiamo unirci e contestarla tutti insieme.

  • fabri

    Purtroppo lo stavo aspettando per vedere quale impatto avrà sul mio caso.
    Ho 52 anni,ivalidità 100%,tramite collocamento mirato ho fatto 37 mesi di contratti a termine + 2 proroghe (tutti nulli) .Ultimo 31/12/09 con stessa azienda e mansione.
    A febbraio 2010 ho rifiutato di firmare l'atto di conciliazione sui contratti pregressi che mi ha imposto l'azienda per concedermi ,poi, un nuovo contratto a termine.
    L'azienda è una multinazionale farmaceutia. Utili del precedente esercizio: + 11%.
    Qualcuno che mi legge ha voglia di fare un commento?
    grazie

  • fabri

    Logicamente mi hanno lasciato a casa.
    Tramite legale faremo un incontro presso la D.P.L. e se non vi fosse accordo si procederà in tribunale (se sarà ancora così).

    • A quanto pare i presupposti per una vertenza ci sono tutti, o almeno c'erano, vista la porcata che è stata fatta ieri in parlamento. Poi magari facci sapere come andrà a finire. In bocca al lupo, Antonio

      • fabri

        Ma per ora è ancora una ennesima proposta del disegno di legge e quindi modificabile, o è già legge?
        Se è legge, quale numero porta?
        Grazie per la risposta.

  • sebastiano sestito

    ma l'opposizione? e le forze sindacali? si preoccupano a cose fatte? sono un lavoratore
    dipendente voglio dire ai colleghi lavoratori come me riprendiamoci da soli i nostri diritti
    e ora di far sentire la nostra voce

    • non sai quanto hai ragione… noi ne parliamo da tempo, ma come si fa a farlo sapere ai milioni di italiani interessati? Le TV non ne parlano, i giornali fanno finta di niente, i sindacati vanno a cena con Sacconi… ragazzi qui o ci si organizza o va a finire proprio male!!

    • Ciao Sebastiano, sarebbe hai proprio ragione sarebbe ora di riprenderci ciò che lentamente e ogni giorni ci stanno togliendo. L'oppossizione nel nostro paese è un pò troppo latitante, anche se, è anche vero che il governo dove non arriva democraticamente e con un confronto leale e onesto con gli avversari, lo fa con sistemi dispotici . Cmq se ti va di partecipare è previsto per il 12 marzomobilitazione nazionale indetta dalla CGIL proprio in difesa del lavoro e, dopo questa anche e soprattutto in difesa dell'art 18. Ciao

  • fabri

    Ma per ora e solo ancora una ennesima proposta del disegno legge e quindi ancora modificabile, o è già legge?
    Se è legge ,quale numero porta?
    grazie a chi sa rispondere.

  • gigi M

    sono un ds dello stato volevo sapere se andando a testimoniare a una causa civile
    mi aspetta una licenza particolare o posso prender l'articolo 18 comma 9

    aspetto una risposta

    • Ciao Gigi, non so proprio risponderti purtroppo, ti consiglio di chiedere all'ufficio del personale.

  • fernando

    sono un operaio metalmeccanico e volevo chiedere se con questa storia dell'albitrato quando l'azienda prende dei provvedimenti disciplinari tipo come una sospensione dal lavoro è vero che se la conciliazione non andasse a buon fine in caso di vertenza sindacale l'operaio deve pagare le spese legali? Se così fosse come è possibile arrivare a tanto visto che noi tutti operai paghiamo una tesera sindacale mensile indipendentemente dalle organozzazioni sindacali? Se tutto questo fosse vero mi viene una domanda spontanea a cosa servono più i sindacati tanto vale trovarsi un bravo avvocato esperto sul diritto del lavoro e pagare loro che sono dei professionisti o sbaglio? qualcuno mi sa rispondere? grazie

  • michele

    buon giorno, sono un operaio di centrale ho avuto una contestazione dall'azienda e successivamente contestata, ce stato un arbritato e ho avuto raggione. chi paga le spese dell'arbritato? qualcono sa rispondere grazie.