Donne e lavoro, piccola guida alla parità retributiva

Google+ Pinterest Linkedin Tumblr +
Richiedi una consulenza su questo argomento


Guida sulla parità retributiva tra uomini e donne a cura della Consigliera nazionale di parità: “Parità salariale tra uomini e donne: come e perchè”

La Consigliera nazionale di parità ha pubblicato una interessante mini-guida sulla parità retributiva tra uomini e donne: “Parità salariale tra uomini e donne: come e perchè”

La guida è stata presentata alla conferenza stampa tenutasi lo scorso 18 dicembre nella sede del Ministero del lavoro sul tema delle Misure a favore dell’occupazione femminile, per l’uguaglianza salariale e la conciliazione vita familiare e lavoro.

Nel corso della conferenza a cui hanno preso parte oltre alla Consigliera nazionale di parità,  il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Enrico Giovannini, e la Vice Ministro, Maria Cecilia Guerra, sono stati illustrati i progetti e le iniziative a favore del lavoro femminile che il Ministero ha realizzato nel 2013 e quelle in programma nel 2014, anno europeo per la conciliazione famiglia-lavoro.

La  discriminazione salariale di genere, come ormai tutti sappiamo, sta nella differenza tra la retribuzione di uomini  e donne, basata sulla differenza media della retribuzione lorda oraria (al lordo di tassazione e contribuzione per il/la lavoratore/lavoratrice). Nell’UE il divario retributivo medio tra donne e uomini è del 16%.

Una differenza che porta con se effetti discriminatori e che, si ripercuote anche nel lungo periodo, portando le lavoratrice, a parità di lavoro, a percepire trattamenti pensionistici più bassi di quelli degli uomini. Ciò solo per puro calcolalo matematico: una retribuzione oraria inferiore e, minor ore di lavoro ( soprattutto se si considera che, molto spesso, le donne subiscono interruzioni di carriera o, convertono il lavoro in part-time per seguire la famiglia), portano ad una pensione più bassa rispetto agli uomini e, di conseguenza, tra gli anziani vi sono più donne in stato di povertà rispetto agli uomini.

La guida è rivolta oltre a tutti gli “addetti al settore” quali Consiglieri di parità, professionisti enti aziende e, soprattutto a lavoratori e lavoratrici. E’ importante combattere questa forma di discriminazione che ha radici storiche e molto complesse.

La Nostra Costituzione (che nonostante tutto, continua ad essere l’unico baluardo di difesa dei diritti sociali e civili), all’art. 37, sancisce espressamente che “La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore”.

Nel corso della conferenza stampa, il Ministro Giovannini ha sottolineato l’importanza di fronteggiare la discriminazione che molte donne vivono sul mercato del lavoro e, ha fatto il punto anche sugli incentivi attivati dal Governo Letta: 6500 donne assunte grazie alle previsioni in favore di donne e over 50 della Legge 92/2012, di cui 2.000 a tempo indeterminato e  4.500 solo nel Mezzogiorno; 18.000 domande pervenute all’INPS a seguito degli incentivi all’occupazione giovanile, di cui il 38% ha riguardato donne (7.000 domande per assunzioni a tempo indeterminato di giovani donne fino a 29 anni, di cui 2700 solo nel Mezzogiorno).

E’ stata annunciata anche l’istituzione di una commissione sulla conciliazione lavoro-famiglia la cui attività sarà finalizzata a una ricognizione dello stato dell’arte e a individuare le azioni che potranno essere messe in atto, distinguendo quelle attuabili a titolo non oneroso da quelle per le quali sarà invece necessario sostenere costi.

Di seguito la mini guida, se vi va, dateci un’occhiata.

  Piccola guida alla parità salariale (185,2 KiB, 407 download)
Richiedi una Consulenza a Lavoro e Diritti


Iscrivendoti acconsenti al trattamento dei dati personali ai sensi del D.Lgs. 196/03
Condividi.

Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

Altri articoli interessanti