Ma la condizione della donna è davvero cambiata?

Google+ Pinterest Linkedin Tumblr +
Richiedi una consulenza su questo argomento


La donna italiana, lavoratrice e angelo del focolare con sempre meno tempo per la propria persona.

Ogni anno, arrivati in questa giornata, tutti non fanno altro che “inneggiare” la donna, come se le donne esistessero solo nella giornata dell’8 marzo e poi, si eclissassero in non so quale altro pianeta. Ma c’è davvero da festeggiare? La condizione delle donne è veramente cambiata in questi anni o, ancora molto resta da fare?

A questa domanda ha cercato di rispondere il Censis, con la ricerca «I valori degli italiani» realizzata nell’ambito delle attività per le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, che verrà presentata il prossimo 13 marzo alle ore 16.00 a Roma presso l’Istituto della Enciclopedia Italiana.

Il 79% degli italiani, è convinto di si. I più convinti, sono i maschi (82%), ma la percentuale è alta anche tra le femmine (76%).  Per il  7% degli italiani la situazione delle donne è addirittura peggiorata. Il 10,3% delle donne,  pensa che la loro condizione non sia migliorata per colpa degli uomini che le hanno ostacolate, il 5,6% crede che le donne stesse non si siano impegnate abbastanza per emanciparsi.

Dalla ricerca emerge che le donne italiane sono meno casalinghe rispetto al passato, ricevono più aiuto in casa da mariti e conviventi (ma non dai figli); lavorano di più fuori e hanno meno tempo libero da dedicare a se stesse.

Il numero di casalinghe presenti tra le donne fino a 64 anni di età è sceso di molto: 833mila in meno tra il 2000 e il 2010 (-13,8%). Una riduzione ancor più sensibile tra le donne più giovani, fino a 34 anni (342mila casalinghe in meno, -29,4%) e tra le 35-44enni (299mila in meno, -18,8%), mentre tra le donne di 45-54 anni le massaie sono diminuite dell’8,8% (-146mila) e del 2,8% (47mila) tra le 55-64enni.

Eppure, la donna continua a rimanere il fulcro della vita domestica anche se, l’uomo, finalmente ha capito che aiutare la donna in casa non è nè reato, nè indice di poca mascolinità: “quando la donna è occupata, all’interno delle famiglie con figli anche il 65% dei maschi (con un incremento del 10,2% in dieci anni) svolge i lavori domestici , dedicandovi in media 9,7 ore alla settimana.

Per le donne che lavorano, il minor tempo dedicato agli impegni casalinghi ha coinciso con un incremento di oltre 2 ore settimanali del tempo dedicato al lavoro e con una riduzione del tempo libero. Le donne con un impiego hanno quasi 7 ore in meno di tempo libero rispetto agli uomini.

A parte questo, come la mettiamo con la questione parità di retribuzione, conciliazione vita lavoro o quote rosa? Tutti problemi ben lungi dall’essere risolti anche solo lontanamente.

1 2
Richiedi una Consulenza a Lavoro e Diritti


Iscrivendoti acconsenti al trattamento dei dati personali ai sensi del D.Lgs. 196/03
Condividi.

Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

Altri articoli interessanti