Protocollo d'intesa per il sostegno alle imprese femminili

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Protocollo d’intesa per il sostegno, lo sviluppo e la crescita delle imprese femminili

Lo scorso 4 giugno, il Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, il Ministero dello sviluppo economico, l’ABI  e le associazioni imprenditoriali di categoria maggiormente rappresentative delle imprese (Confindustria, Confapi, Rete imprese Italia, Alleanza delle cooperative italiane), hanno stipulato un Protocollo d’intesa per il sostegno, lo sviluppo e la crescita delle imprese femminili, in particolare dell’imprenditorialità e dell’autoimpiego femminile.

I finanziamenti che verranno erogati dalle banche, a condizioni favorevoli, beneficeranno della garanzia della sezione speciale del Fondo Centrale di Garanzia dello Stato dedicata all’imprenditoria femminile. Un fondo nato nell’aprile del 2013 sotto il governo Monti, sottoscritto dall’allora Ministro del lavoro Fornero e il Ministro dello Sviluppo economico Passera.

Leggi anche: Protocollo imprenditoria femminile, accesso al fondo dedicato

Le banche che aderiscono al protocollo d’intesa metteranno a disposizione delle imprese femminili un plafond finanziario destinato alla concessione di finanziamenti che, si svilupperanno seguendo tre direttrici:

  • “Investiamo nelle donne”: finanziamenti per realizzare nuovi investimenti, materiali o immateriali, per lo sviluppo dell’attività di impresa ovvero della libera professione;
  • “Donne in start-up”: finanziamenti per favorire la costituzione di nuove imprese a prevalente partecipazione femminile ovvero l’avvio della libera professione;
  • Donne in ripresa”: finanziamenti finalizzati a favorire la ripresa delle Pmi e delle lavoratrici autonome che, per effetto della crisi, attraversano una momentanea situazione di difficoltà.

Il protocollo, all’art. 4 definito non a caso “sospensione donna”, prevede anche la possibilità di sospensione del rimborso dei finanziamenti, per un periodo fino a 12 mesi, in casi di maternità dell’imprenditrice o della lavoratrice autonoma; grave malattia, anche del convivente o dei figli anche adottivi; malattia invalidante di un genitore o di un parente o affini entro il terzo grado conviventi dell’imprenditrice o della lavoratrice autonoma.

Di seguito il testo del protocollo

  protocollo imprenditoria femminile (562,1 KiB, 318 download)
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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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