Ecco la nuova Fiat: dal presidente Elkann al rilancio della produzione Italiana

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Nomina a presidente della Fiat di Jhon Elkann, piano industriale per gli anni 2011 – 2014:divisione tra la produzione di auto e la produzione di veicoli industriali,raddoppio pruduzione italiana.

Dopo la nomina a presidente della Fiat dell’amato nipote di Agnelli, Jhon Elkann, la società presenta il suo piano industriale per gli anni 2011 – 2014. Intanto ci sarà una divisione tra la produzione di auto e la produzione di veicoli industriali: Fiat Group scorporerà le attività di Iveco, Cnh e parte di Powertrain in una società che chiamerà Fiat Industrial.

“In totale sono previsti dieci nuovi modelli di auto e sei restyling entro il 2014. Una nuova city car sarà presentata nel 2013 e un modello ingresso B arriverà nel 2012. L’anno successivo toccherà ai restyling di Croma, Multipla e Ulisse. Per l’Alfa Romeo sono invece previsti 7 nuovi modelli e 2 restyling.”

Ma non si ferma l’amministratore delegato Marchionne che, prospettando un out out alle parti sociali annuncia un rilancio dell’industria con un programma che prevede 30 miliardi (di cui 4 in ricerca e sviluppo) di investimenti in quattro anni, nuove assunzioni e il raddoppio della produzione negli stabilimenti italiani, destinata a salire dalle 660mila auto del 2009 a quasi un milione e mezzo nel 2014; peccato solo che su Termini Imerese non si discute:verrà chiusa nel 2011!

Nell’incontro svoltosi in mattinata con il Ministro Scajola, Marchionne ha detto: “Faremo più o meno 20 miliardi di investimenti, direi che i sindacati si possono accontentare”! Prendere o lasciare dunque, se si lascia, ha fatto intendere Marchionne, il piano B dell’azienda non sarà molto felice…

Per quanto riguarda lo Stabilimento di Pomigliano, l’Ad ha detto che sono pronti 700 milioni di euro da investire ma, senza accordo con i sindacati non se ne fa niente. “Se non troviamo l’accordo, sono disposto a non investire”. Per questo stabilimento, a suo giudizio, è necessario che i sindacati firmino un’intesa sulla flessibilità del lavoro: “A Pomigliano bisogna chiudere un accordo e se non si chiude l’investimento non parte”. Flessibilità che anche in questo caso, cozza con il concetto di piena occupazione!

Il ministro dello Sviluppo economico Scajola “ha rivolto al presidente Elkann gli auguri di buon lavoro e dopo aver espresso apprezzamento per il nuovo piano industriale del gruppo, che conferma la centralità dell’Italia, ha concordato con l’amministratore delegato Marchionne un percorso di confronto con il governo e le parti sociali che riguarderà il nuovo piano nel suo complesso e l’impatto sui singoli stabilimenti italiani”.

Per la Fiom è inaccettabile, anche in considerazione del piano di rilancio, che Termini Imerese venga chiusa, lasciando a casa migliaia di lavoratori.

Il segretario della Fiom, Rinaldini ha commentato: “Ci troviamo quindi di fronte, a una situazione di vera emergenza sociale. Si tratta di un problema che chiama in causa il governo e la Fiat sia per l’ estensione della durata della cassa integrazione, che per i livelli e le forme dell’integrazione al reddito”.

“La Fiom è disponibile
alla trattativa che, in quanto tale, non prevede la firma  apposta dai sindacati in calce a testi scritti sotto dettatura. Nulla impedisce alla Fiat di procedere nei suoi piani di investimento. Per quanto ci riguarda, il consenso delle lavoratrici e dei lavoratori interessati agli accordi è vincolante rispetto ai nostri comportamenti. Proponiamo alle altre organizzazioni sindacali – conclude – dei metalmeccanici di promuovere nei prossimi giorni assemblee unitarie allo scopo di informare direttamente  i lavoratori di quanto è stato detto ieri dalla Fiat”.

Fonte: rassegna.it

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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