Fiat: accordo separato su Pomigliano, la Fiom dice no

Google+ Pinterest Linkedin Tumblr +
Richiedi una consulenza su questo argomento


Accordo separato per lo stabilimento Fiat di Pomigliano. La Fiom non ci sta al "ricatto" imposto dalla Fiat

E’ lunga e intensa la trattativa che si sta svolgendo in questi giorni per salvare lo stabilimento Fiat di Pomigliano D’Arco. Lo scorso 30 marzo, l’AD Fiat, Marchionne, aveva annunciato il piano per salvare lo stabilimento con la produzione della futura Panda e investimenti per 700 milioni in un anno.

In cambio però, la Fiat chiede maggiore mobilità dei lavoratori con un nuovo sistema di turni lavorativi, con regole più rigide per combattere l’assenteismo e, sanzioni per sindacati e lavoratori che non dovessero rispettare i patti.

Nella giornata dell’11 giugno,  mentre una delegazione di operai dello stabilimento Fiat di Pomigliano protestava davanti la sede di Confindustria con lo slogan “Pomigliano non si tocca”, al tavolo delle trattative si è concluso un accordo separato  tra Fiat e quattro sigle sindacali di categoria (Fim-Cisl, Fismic, Uilm, e Uglm), con l’esclusione di Fiom. Secondo la Fiom, infatti, sullo stabilimento di Pomigliano, la Fiat pone il ricatto. Di seguito vi riporto il contenuto del comunicato stampa della Fiom:

“Di fronte al rifiuto della Fiat ad apportare qualsiasi modifica al testo da lei presentato lo scorso 8 giugno, la Fiom ha confermato la propria indisponibilità ad aderire a un documento che contiene deroghe al Contratto nazionale e alle leggi in materia di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori e la messa in discussione di diritti individuali, compreso il diritto di sciopero.

La Fiat, dopo aver disdettato, nel solo sito di Pomigliano, tutti gli accordi aziendali in vigore nel resto del Gruppo in materia di orario e organizzazione del lavoro, vuole condizionare l’investimento per il rilancio di Pomigliano all’accettazione di un nuovo accordo da parte di tutti i sindacati, basato tra le altre, sulle seguenti condizioni:

  • realizzazione di 18 turni settimanali di lavoro sulle linee di montaggio;
  • 120 ore di straordinario obbligatorio;
  • possibilità di derogare dalla legge che garantisce pause e riposi in caso di lavoro a turno;
  • riduzione delle pause dagli attuali 40 minuti a 30 minuti per ogni turno;
  • possibilità di comandare lo straordinario nella mezz’ora di pausa mensa per i turnisti;
  • sanzioni disciplinari nei confronti delle Organizzazioni sindacali che proclamano iniziative di sciopero e sanzioni nei confronti dei singoli lavoratori che vi aderiscono, fino al licenziamento;
  • facoltà di non applicare le norme del Contratto nazionale che prevedono il pagamento della malattia a carico dell’impresa.

Le altre Organizzazioni sindacali, pur avendo inizialmente giudicato inaccettabili alcune richieste della Fiat e formalmente avanzato proposte di modifica, hanno alla fine aderito al testo iniziale dell’Azienda, accettandone le condizioni imposte.

La Fiom denuncia il ricatto a cui sono sottoposte le lavoratrici e i lavoratori di Pomigliano, in Cassa integrazione da oltre 18 mesi, chiamati a scegliere fra il proprio posto lavoro e il radicale peggioramento dei propri diritti.

La Fiom, di fronte al carattere generale di questa scelta della Fiat che punta a cancellare il Contratto nazionale e superare le Leggi di tutela sul lavoro, ha convocato il Comitato centrale per lunedì 14 giugno per dare un giudizio approfondito, per impedire la condizione di isolamento nella quale si vuole relegare i lavoratori di Pomigliano e assumere le decisioni necessarie.

Da parte sua la fiat ha fatto sapere che se l’accordo dovesse saltare (e quindi salterà anche lo stabilimento di Pomigliano) la colpa sarà solo della Fiom. Si aggiunge anche Sacconi che afferma:  “la Fiom rifletta sul proprio autoisolamento e concorra a dare a Pomigliano l’unica prospettiva possibile”.’Confido che alla fine firmino tutti, anche la Cgil’; tutte le organizzazioni, tranne una, hanno saputo assumere la responsabilita’ per il futuro dello stabilimento’. ‘L’accordo e’ un punto di svolta storica nelle relazioni industriali italiane. E’ un momento di passaggio importante’. ‘Da oggi – sottolinea – il Paese e’ piu’ moderno’.

Vedremo cosa succederà lunedi.

Richiedi una Consulenza a Lavoro e Diritti


Iscrivendoti acconsenti al trattamento dei dati personali ai sensi del D.Lgs. 196/03
Condividi.

Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

Altri articoli interessanti