Fiat: ci sarà la Panda a Pomigliano?

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Dopo l'esito del referundum sull'accordo, la fiat dice di voler andare avanti solo con chi ha firmato l'accordo, la fiom chiede di riaprire le trattative. A Marchionne la scelta

Non è per niente soddisfatto l’Ad del lingotto Marchionne. Al termine delle consultazioni sul fatidico accordo, non si è raggiunta la quota plebiscitaria voluta. Pesa e di molto, quel 36% di no.

Nella conferenza stampa della Fiom, Landini ha rinnovato la “disponibilità a riaprire il negoziato con la Fiat, togliendo dal tavolo elementi che non esistono come la limitazione di diritti e violazioni costituzionali, affrontando il problema dell’utilizzo degli impianti, flessibilità e produttività applicando semplicemente il CCNL”.

“E’ possibile, semplicemente applicando il CCNL, arrivare ai 18 turni, alle 40 ore di straordinario obbligatorie e all’orario plurisettimanale come richiesto dalla Fiat. Le sanzioni e limitazioni però, non c’entrano nulla con il funzionamento dell’azienda”.

La Fiat in un comunicato ha fatto sapere che : “L’azienda lavorerà con le parti sindacali che si sono assunte la responsabilità dell’accordo al fine di individuare ed attuare insieme le condizioni di governabilità necessarie per la realizzazione di progetti futuri”.

La Fiat ha preso atto della impossibilità di trovare condivisione  – continua la nota – da parte di chi sta ostacolando, con argomentazioni dal nostro punto di vista pretestuose, il piano per il rilancio di Pomigliano. Apprezza il comportamento delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori che hanno compreso e condiviso l’impegno e il significato dell’iniziativa di Fiat Group Automobiles per dare prospettive allo stabilimento Giambattista Vico di Pomigliano”.

In pratica ciò significa tagliare fuori la Fiom. Credo che neanche nei migliori libri di fantascienza possa mai accadere una cosa simile. Come si comporterebbe quindi la Fiat nei confronti dei lavoratori iscritti alla Fiom? Come farà la fiat a contenere i prevedibilissimi ricorsi al giudice per violazione di diritti costituzionalmente garantiti? Si faranno forse due pesi e due misure? No, mi sembra decisamente impossibile.

Il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani in un’intervista al quotidiano ‘la Repubblica’ avverte. “Se la Fiat taglia fuori la Fiom rischia di infilarsi in una situazione molto più complicata di quanto immagini”. Il referendum tra i lavoratori di Pomigliano d’Arco “ha bocciato la contrapposizione tra lavoro e diritti”. Critica anche l’atteggiamento del Governo: “Non ha uno straccio di idea di politica industriale e, anzichè unire, ha giocato un ruolo molto negativo con il ministro del Lavoro che, ideologizzando la vertenza, ha puntato alle divisioni”.

Dunque, si lascerà la Panda in Polonia, o si introdurrà il piano C? Una cosa è certa dal referendum un dato incontrovertibile è uscito fuori: i lavoratori di Pomigliano vogliono lavorare ma nel frattempo, non sono disposti a rinunciare ai loro sacrosanti diritti. Di questo Marchionne non può non tenerne conto.

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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