Fiat: i fondi per Mirafiori finiscono in Serbia, intanto licenziato un altro operaio contestatore

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Marchionne ha annunciato che la produzione della nuova auto che sostituirà Musa, Idea, Multipla e, destinata allo stabilimento di Mirafiori, sarà spostata in Serbia.

La Fiat continua a fare il bello e il cattivo tempo, seguendo la logica che più le si addice, ossia quello del proprio profitto.

Marchionne ha infatti annunciato che la produzione della nuova auto che sostituirà Musa, Idea, Multipla e, destinata allo stabilimento di Mirafiori, sarà spostata in Serbia. Secondo l’Ad Fiat,  “non sarebbe saggio” confermare nuovi investimenti in Italia data l’incertezza sull’accordo per aumentare la produttività a Pomigliano. «Fiat non può assumere rischi non necessari in merito ai suoi progetti: dobbiamo essere in grado di produrre macchine senza incorrere in interruzioni dell’attività».

Nell’intervista a Repubblica, alla domanda su cosa si farà a Mirafiori, l’AD di Fiat ha risposto con un candido “ci stiamo pensando”. Per Marchionne la colpa è dei sindacati italiani, poco seri: “ Ci fosse stata serietà da parte del sindacato, il riconoscimento dell’importanza del progetto, del lavoro che stiamo facendo e degli obiettivi da raggiungere con la certezza che abbiamo in Serbia la “L0″ l’avremmo prodotta a Mirafiori. Fiat non può assumere rischi non necessari in merito ai suoi progetti sugli impianti italiani: dobbiamo essere in grado di produrre macchine senza incorrere in interruzioni dell’attività”.

Su Pomigliano si è ribadita la volontà di continuare il progetto con “i sindacati che hanno scelto di condividere la responsabilità di fare in modo che la fabbrica sia governabile”. Se non dovesse funzionare si apriranno nuove vie, purtroppo non italiane.

Nel frattempo, a Termoli è stato licenziato un altro operaio,dirigente dello Slai Cobas. La sua colpa è di aver partecipato ai presidi a Pomigliano nei giorni del referendum. A dire dell’operaio, anche i modi sono stati piuttosto (diciamo così) “ fuori dal comune”: gli è stato impedito di entrare in fabbrica, comunicandogli il licenziamento ai cancelli dello stabilimento.

La Fiom ha proclamato per oggi due ore di sciopero «per il salario, per i diritti, per il lavoro» e «contro i licenziamenti» di alcuni sindacalisti.

fonte: www.repubblica.it

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Sull'Autore

Consulente del Lavoro iscritto all'albo provinciale di Campobasso, fondatore e redattore di Lavoro e Diritti. D.U. in Economia e Amministrazione delle Imprese presso l'Università degli Studi di Teramo. Specializzando in Sicurezza sul Lavoro. Esperto Web.

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