Fiat: Marchionne, se vince il no festeggeremo a Detroit

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Marchionne continua col suo "ricatto" ai lavoratori di Mirafiori; la fiom va avanti per la propria strada

Non si placano le polemiche intorno all’accordo separato firmato alla vigilia dello scorso Natale, per lo stabilimento di Mirafiori. Tutto e tutti rimangono sulle proprie posizioni.

Marchionne continua a dire che se al referendum dei lavoratori, previsto per giovedi e venerdi prossimo, vincerà il no, salta l’investimento italiano che, si farà altrove; per esempio in Canado o USA.

L’Ad Fiat, dal salone dell’Auto di Detroit, non le manda a dire al segretario della Fiom, Landini: “sembra che tutto quello che Fiat fa sia illegittimo…non voglio entrare in polemica con Landini, perché non risolviamo niente, ma è completamente impossibile discutere con qualcuno che consideri qualsiasi cosa che facciamo noi illegittima, finanche il referendum voluto dai sindacati”.

Anche il Ministro Brunetta, ospite in mattinata a “Mattino5”,sembra essere d’accordo con Marchionne: “Quello che avviene a Mirafiori è uno scontro ideologico e simbolico, non sindacale..clausole molto più impegnative si ritrovino in centinaia di contratti, come quello tessile, sottoscritti anche dalla Cgil”. Per Brunetta è “una stupidaggine” affermare cha a Mirafiori viene negato il diritto di sciopero: “ Il diritto di sciopero è garantito dalle leggi e dalla Costituzione. Contratti che contravvengono leggi e Costituzione sono inesistenti. E’ lo Statuto dei lavoratori che stabilisce i diritti e quello rimane in vigore”. “Mirafiori – ha ribadito – è un luogo simbolico per lo scontro di classe e sulle spalle dei lavoratori si gioca la partita”.

Landini non cede di una virgola: “Per noi la vertenza con la Fiat rimane aperta, non e’ conclusa, e lo sciopero generale del 28 gennaio ha questo senso”. “L’accordo di Mirafiori, non lo firmeremo, qualsiasi sia l’esito del referendum” per i contenuti e perchè è anche contro le norme statutarie di Fiom e Cgil”

Attendiamo allora il referendum; solo all’esito dello stesso, capiremo davvero cosa succederà all’Italia delle automobili!

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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