Fiat: vuoi scioperare o protestare? Aspettati il licenziamento

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Pugno duro della fiat contro i propri dipendenti: altri tre operai dello stabilimento di Melfi in odore di licenziamento.

Quello che sta succedendo in Fiat è la negazione di qualsiasi diritto del lavoratore, oserei dire che è quasi la negazione del concetto di “vivere civile”; è un comportamento non più tollerabile nel 2010.

Lo scorso 14 luglio, la Fiat ha licenziato il delegato sindacale Fiom, Capozzi; il licenziamento è stato giustificato dalla “violazione del regolamento aziendale sull’uso della posta interna”.  Capozzi, sarebbe stato accusato di aver utilizzato l’e-mail aziendale per divulgare, nei giorni della vicenda di Pomigliano, un volantino dei colleghi polacchi dello stabilimento di Tichy.

Secondo il Lingotto, il commento del delegato sindacale che accompagnava il volantino avrebbe “”gettato discredito sulla nostra società e su chi ne rappresenta il vertice”.

A questo già grave licenziamento, si aggiungono i provvedimenti presi nei confronti di altri tre operai  dello stabilimento Fiat di Melfi (Potenza); uno di loro è stato già licenziato, per gli altri due (rappresentanti sindacali sempre della Fiom, guarda caso), la via intrapresa non porta a soluzioni differenti!

Il motivo? “aver ostacolato il percorso di un carrello robotizzato durante un corteo interno”.

Per Epifani, “la Fiat sta sbagliando strada e prima se ne accorge e meglio è. C’è il rischio di una radicalizzazione, una situazione che non va bene nè per i lavoratori, nè per l’azienda, nè per il Paese”.

In una nota la segreteria Nazionale della Cgil “esprime la totale solidarietà ai lavoratori coinvolti ed è impegnata nella loro difesa insieme alla Fiom Cgil. Nel contempo chiede alle forze politiche e alle Istituzioni, oltre alla solidarietà, anche azioni che puntino ad arrestare – conclude la nota – un clima determinato da scelte che nulla hanno a che vedere con il dialogo sociale e moderne relazioni sindacali”.

Landini afferma che: “La Fiat è passata dal ricatto alla rappresaglia e alle intimidazioni ai lavoratori; dopo il licenziamento a Mirafiori del giovane impiegato, oggi il provvedimento è toccato all’operaio iscritto alla Fiom di Melfi. Un atto che prelude probabilmente anche al licenziamento dei due delegati dei metalmeccanici Cgil tutt’ora sospesi dal lavoro”.

Per la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, “lo sciopero è un diritto sacrosanto, ma mi sembra che a Melfi si siano superati i limiti: le regole vanno rispettate e lì ho l’impressione che ci si trovi davanti a iniziative di sabotaggio”.

Intanto per la giornata odierna è stato indetto uno sciopero di 4 ore.

Non so se i licenziamenti effettuati dalla Fiat siano legittimati dalla “giusta causa”; so però che con questo comportamento la Fiat più che una azienda all’avanguardia mi sembra un tiranno e che, comportamenti del genere facciano tornare il mondo del lavoro indietro di almeno trent’anni…


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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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