Fincantieri: oggi sciopero a Palermo

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Sciopero di otto ore per i dipendenti Fincantieri di Palermo e marcia verso la sede della regione. Lunedi 27 previsto incontro sindacati e azienda.

Non si placano le protesto alla Fincantieri, dopo la notizia, apparsa nei giorni scorsi, su una ristrutturazione aziendale che mette a rischio circa 2500 posti di lavoro.

Oggi a Palermo, le tute blu incrociano le braccia per otto ore. Lo sciopero è stato proclamato da Fim Fiom e Uilm. Seguirà un corteo per le vie della città di Palermo  fino a raggiungere piazza Indipendenza, dove ha sede la presidenza della Regione.

Ma questo è solo l’inizio di un duro braccio di ferro tra la società che ha  già ha avviato la procedura per la cassa integrazione di 470 persone, su 500 unita. Si chiede alla  Fincantieri di trattare con Saipem per completare a Palermo i lavori nella piattaforma Scarabeo 8 che l’azienda vuole trasferire in America.

Intanto all’assemblea pubblica di ieri tra tutti i sindacati, Fim, Fiom e Uilm hanno deciso di incontrare il prossimo lunedì 27, la Fincantieri per avere chiarimenti sul piano industriale 2010-2014.

Il segretario nazionale della Uilm, Mario Ghini,ha infatti annunciato: “C’e’ gia’ un incontro in programma lunedi’ 27 con Fincantieri in cui chiederemo notizie rispetto al piano”; ad ogni modo resta l’urgenza di “atti concreti da parte del governo”:”“nell’attuale fase di privatizzazione della Tirrenia e delle varie società di trasporto regionale, deve essere avviata una politica di rinnovo del parco traghetti, in grado di rendere da una parte le varie società più competitive sui mercati e, nello stesso tempo, produrre una importante boccata di ossigeno per i cantieri e per tutte le lavoratrici e i lavoratori interessati”.

”Chiediamo che attraverso un pieno coinvolgimento delle Regioni e delle Istituzioni locali, siano avviati tutti quegli interventi infrastrutturali necessari, a garantire la piena funzionalità dei cantieri (bacino di carenaggio di Castellamare di Stabia, bacino di carenaggio di Palermo e ribaltamento a mare per Sestri Ponente), solo attraverso infrastrutture serie ed adeguate ai giorni nostri si può mettere le aziende, in grado di essere competitive sui mercati internazionali.

Chiediamo che il Governo si faccia promotore in sede europea, di una politica di rinnovo della flotta navale e che, si supporti l’industria con investimenti in ricerca e sviluppo di nuovi prodotti più competitivi e al passo coi tempi, sarebbe utile anche, che vengano riattivate misure di sostegno su nuovi prodotti come già stato fatto in passato attraverso le varie direttive Ue”.

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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