I disoccupati italiani sono i meno aiutati dal Governo

Google+ Pinterest Linkedin Tumblr +
Richiedi una consulenza su questo argomento


Secondo uno studio della Cgia Mestre, lo stato italiano spende meno di tutti per aiutare i propri disoccupati: solo lo 0,5% del pil.

Da uno studio fatto dalla CGIA di Mestre, sui livelli di spesa sostenuti dai vari governi per sostenere le persone in stato di disoccupazione, è emerso, manco a dirlo, per il nostro Bel Paese un dato sconfortante: l’Italia ha speso meno, anzi molto meno degli altri paesi europei per aiutare i suoi disoccupati.

In pratica, secondo lo studio effettuato mettendo a confronto la spesa nel 2008 sostenuta dai principali Paesi Ue a sostegno dei senza lavoro, l’Italia ha messo a disposizione  lo 0,5% del Pil per 1.753.000 disoccupati; la Germania il 2,2%  per 3.141.000 senza lavoro, la Francia l’1,6% (con 2.235.000 senza lavoro) e, il 2,1% della Spagna (2.591.000).

In  termini assoluti, l’Italia ha messo a disposizione dei senza lavoro 7,92 miliardi di euro, contro i quasi 22 miliardi della Spagna,  i 48,91 miliardi della Germania, i 25,66 della Francia.

Il presidente della Cgia Mestrte, Bertolussi precisa  che: “Se è vero che spendiamo poco per sostenere economicamente i nostri disoccupati  è altrettanto vero che siamo un Paese che ha un buon pacchetto di ammortizzatori sociali (Cigo, Cigs, mobilità, etc,) che interviene prima della perdita definitiva del posto di lavoro Cosa, quest’ultima, che molti altri Paesi europei non dispongono”.

Io però aggiungerei che se è vero che il nostro paese ha un buon pacchetto di ammortizzatori sociali, è anche vero che questi vengono erogati a tempo determinato, con la conseguenza che una volta terminati gli aiuti, se non si è ancora riusciti a trovare un lavoro, tutto va a rotoli con l’aggravante che, da quel momento in poi, anche lo Stato si dimentica di te!

fonte: www.leggilo.net

Richiedi una Consulenza a Lavoro e Diritti


Iscrivendoti acconsenti al trattamento dei dati personali ai sensi del D.Lgs. 196/03
Condividi.

Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

Altri articoli interessanti