I punti essenziali della sanatoria per la regolarizzazione di colf e badanti

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Il 21 agosto scorso ha preso il via la procedura per la regolarizzazione di colf e bandanti comunitarie ed extracomunitarie in nero, con o sensa permesso di soggiorno: Tale procedura è articolata in tre parti: * pagamento una tantum di 500 euro; * presentazione della domanda di regolarizzazione; * stipula del contratto di soggiorno

Il 21 agosto scorso ha preso il via la procedura  per la regolarizzazione di colf e bandanti comunitarie ed extracomunitarie in nero, con o sensa permesso di soggiorno:

Tale procedura è articolata in tre parti:

  • pagamento una tantum di 500 euro;
  • presentazione della domanda di regolarizzazione;
  • stipula del contratto di soggiorno

Dal 21 agosto e fino al 30 settembre prossimo è infatti possibile pagare l’una tantum di 500 euro, per ciascun lavoratore. Così si inizia il processo di regolalizzazione di colf e badanti che diversamente sarebbero in nero.

E’ bene sapere che potrà essere regolarizzata solo una colf per nucleo familiare e solo se il reddito familiare è di almeno 20mila euro nel caso vi sia un solo apportatore di reddito, o di almeno 25mila euro se i percettori di reddito sono più di uno.

Possono essere regolarizzate anche due badanti (limite massimo), purchè vi sia una certificazione medica che comprovi la presenza nel nucleo familiare di una persona non autosufficiente.

Il versamento potrà essere fatto, attraverso il modello F24, in banca, alla posta oppure on line nel sito dell’Agenzia delle Entrate.

Dovranno essere indicati i codici fiscali sia del datore di lavoro sia del lavoratore; se quest’ultimo non ne è in possesso, bisognerà indicare il numero del documento di identità.

Presentazione domanda di regolarizzazione

A questa fase seguirà la successiva (dal 1 settembre e fino al 30 settembre) di presentazione della relativa domanda di regolarizzazione, seguendo modalità differenti a seconda della nazionalità del lavoratore.

Il modulo è disponibile su siti internet: www.inps.it www.agenziaentrate.it e www.interno.it.

Nella domanda di regolarizzazione dovranno essere indicati gli estremi del pagamento gia effettuato di 500 euro nonché gli estremi per l’identificazione sia del datore di lavoro sia del lavoratore; di quest’ultimo deve essere indicata la qualifica, ovvero ‘colf’ o ‘badante’, la data di inizio del rapporto di lavoro, la paga oraria o mensile.

Bisognerà riportare anche il numero di passaporto e un codice diverso a seconda che la colf o badante sia di nazionalità extracomunitaria (‘Rext’) o comunitaria (‘Rint’).

Dove presentare la domanda

Per le colf e badanti italiane, comunitarie ed extracomunitarie con permesso di soggiorno regolare bisogna rivolgersi agli sportelli dell’Inps, compilando uno specifico modulo (‘Ld-Em2009.Ue’) in via telematica o inviandolo o ancora consegnandolo.

Nel caso di lavoratori extracomunitari senza permesso di soggiorno valido, la domanda dovrà essere presentata solo per via informatica, seguendo le indicazioni riportate sul sito www.interno.it, allo Sportello Unico per l’immigrazione.

La domanda può anche essere spedita allegando una fotocopia del documento di identità del datore di lavoro; non c’è un limite massimo di domande e, tutte le domande che rispondono ai requisiti, compresi reddito e certificati medici, saranno accettate.

La ricevuta sarà disponibile sul sito del Viminale entro 72 ore e si potrà scaricare inserendo apposita ID e password.

Il versamento effettuato servirà a coprire i costi dell’amministrazione per la pratica e i contributi del lavoratore per il periodo compreso fra l’aprile e il giugno dell’anno in corso.

Stipula del contratto di soggiorno

Terzo e ultimo passaggio dal 1 ottobre in avanti, con la verifica della documentazione e la stipula del contratto di soggiorno presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione.

Lo sportello unico per l’immigrazione riceverà le domande dal sistema informatico del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno a partire dal primo ottobre e,  le esaminerà in ordine cronologico.

Si verificheranno il numero di domande massime per ciascun datore quindi,  si provvedrà ad acquisire parere della questura, «sull’insussistenza di motivi ostativi al rilascio del permesso di soggiorno».

Terminati questi accertamenti,  si procede alla stipula del contratto di soggiorno attraverso sottoscrizione di un apposito modulo da parte del datore e lavoratore.

Al lavoratore infine viene consegnato il relativo modello 209 da presentare per la richiesta di permesso di soggiorno, con le consuete modalità, all’ufficio postale.

In caso di irricevibilità, archiviazione o rigetto delle domande di emersione, il contributo di 500 euro non sarà restituito.

La data di inizio del rapporto è fissata all’1 aprile 2009 salvo l’indicazione che il rapprto di lavoro sia iniziato precedentemente, in questo caso si dovranno poi pagare i contributi per il periodo precedente. .

Fino alla fine della procedura l’immigrato non potrà essere accusato di clandestinità: i procedimenti penali ed amministrativi relativi alla violazione delle norme sull`ingresso e soggiorno nel territorio nazionale (ad esclusione dell`art. 12 del Testo Unico per l`Immigrazione) sono sospesi dall`entrata in vigore del provvedimento fino alla conclusione del procedimento.

La sottoscrizione del contratto di soggiorno, congiuntamente alla comunicazione obbligatoria di assunzione all`Inps, ed il rilascio del permesso di soggiorno comportano, per il datore di lavoro e per il lavoratore extracomunitario, l`estinzione dei reati e degli illeciti amministrativi.

Fonte: “dplmodena.it”

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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