Il 6 maggio sciopero generale di tutti i lavoratori della Cgil, anche i precari in piazza

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Venerdì 6 maggio ci sarà lo sciopero generale indetto dalla CGIL in tutti i settori produttivi e in tutta Italia.

Venerdì 6 maggio ci sarà lo sciopero generale indetto dalla CGIL in tutti i settori produttivi e in tutta Italia. Le ragioni per cui lo sciopero è stato indetto sono le seguenti:

Per il lavoro e lo sviluppo, per contrastare il precariato, estendere le protezioni sociali e ridare fiducia ai giovani, per riconquistare un modello contrattuale unitario e battere la pratica degli accordi separati, per definire le regole della democrazia e della rappresentanza.

Anche noi di Lavoro e Diritti pur sentendoci equidistanti nei confronti delle varie sigle sindacali, abbiamo deciso di aderire “simbolicamente” a questo sciopero, in quanto lo riteniamo vicino alle nostre idee. Qui di seguito elenchiamo i punti del manifesto scritto dalla Nidil CGIL, il ramo del sindacato che si occupa dei precari in genere:

IL 6 MAGGIO FERMATI. ANCHE I PRECARI SCIOPERANO

A tutti i lavoratori in somministrazione, i collaboratori, le partite Iva, gli associati in partecipazione e tutti i lavoratori atipici.

LOTTARE CONTRO LA PRECARIETÀ

  • Ridare centralità al contratto a tempo indederminato, agevolandolo fiscalmente e rendendo più costoso il lavoro flessibile
  • Garantire uguali diritti e uguali tutele ai lavoratori atipici
  • Ridurre le forme flessibili cancellando le più dannose, come lo staff leasing, il lavoro a chiamata e i voucher
  • Contrastare l’uso improprio di stage e tirocini
  • Abolire le norme del “collegato lavoro” (L. 183/2010): i 60 giorni per impugnare l’illegittimità dei contratti; la certificazione dei rapporti di lavoro; l’obbligatorietà del ricorso all’arbitrato nel rispetto di norme e contratti collettivi

RESTITUIRE IL FUTURO AI GIOVANI

  • Assicurare pensioni dignitose anche a chi ha iniziato a lavorare oggi con contratti precari, agganciando i compensi minimi ai minimi contrattuali, rivedendo i coefficienti di trasformazione e aumentando la contribuzione a carico delle imprese
  • Sbloccare le assunzioni nelle pubbliche amministrazioni per favorire l’ingresso di giovani laureati e diplomati, in molti casi già “stabilmente precari” negli stessi enti
  • Scommettere sulla conoscenza: garantire il diritto allo studio e qualificare la scuola e l’università pubbliche

UNO STATO SOCIALE PER TUTTI

  • Prevedere un sistema universale di ammortizzatori sociali per chi perde il lavoro, inclusivo dei giovani e dei precari
  • Garantire gli ammortizzatori in deroga a chi ha perso il lavoro nella pubblica amministrazione a causa dei tagli del governo
  • Investire nelle politiche sociali e nei servizi educativi per l’infanzia
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Sull'Autore

Consulente del Lavoro iscritto all'albo provinciale di Campobasso, fondatore e redattore di Lavoro e Diritti. D.U. in Economia e Amministrazione delle Imprese presso l'Università degli Studi di Teramo. Specializzando in Sicurezza sul Lavoro. Esperto Web.

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  • Paolo

    Sindacati? sciopero?…..sono questi il cancro del Paese. Gente irresponsabile che pensa solo ad affossare l'economia a danno di tutti i cittadini, in primis i lavoratori dipendenti privati di realta' medio piccole, gente che lavora il doppio dei parassiti pubblici sindacalizzati e guadagna molto meno. A lavorare altro che sciopero!

    • Mi spiace ma non sono d'accordo con te, credo che siano altri i problemi che affliggono l'Italia..