Il congedo matrimoniale

Il congedo matrimoniale è un permesso retribuito, generalmente pari a 15 giorni, che spetta al lavoratore che contragga matrimonio.

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Fino ad ora abbiamo parlato dei concedi spettanti ai lavoratori e legati prevalentemente ad esigenze di cura della famiglia, come i congedi di maternità o i congedi per i lavoratori portatori di handicap o per coloro che li assistono. Vi sono poi, altre forme di congedi e permessi previsti dal legislatore per consentire al lavoratore l’espletamento di impegni di carattere civile e personale; tra questi vi rientra il congedo matrimoniale.

Il congedo matrimoniale è un permesso retribuito, previsto dalla legge ma regolato dai CCNL. Al lavoratore che contragga matrimonio deve essere concesso, a sua richiesta, un periodo di congedo, generalmente pari a 15 giorni (durata che varia a seconda delle qualifiche e del settore produttivo).

Durante il congedo matrimoniale, continuano a maturare sia le ferie che le mensilità aggiuntive poichè, il lavoratore è considerato, ad ogni effetto, come se fosse in servizio; il periodo di congedo, inoltre, non è computabile nelle ferie maturate.

Per ovvie ragioni, il congedo matrimoniale non può essere differito. Il periodo di godimento del congedo inizia in occasione del matrimonio, ma, se per motivi inerenti la produzione aziendale non sia possibile fruirne, tale periodo deve essere concesso o completato entro i 30 giorni successivi al matrimonio.

L’assegno per congedo matrimoniale spetta ad entrambi i coniugi quando l’uno o l’altra vi abbiano diritto; in linea generale sono comprese tutte le categorie di lavoratori subordinati:

  • Ai lavoratori, non aventi qualifica impiegatizia, dipendenti da aziende industriali, artigiane e cooperative (compresi gli apprendisti e i lavoratori a domicilio) e al personale di bassa forza dell’armamento libero (sottufficiali e comuni) che alla data del matrimonio possono far valere un rapporto di lavoro di almeno una settimana;
  • agli operai e ai marittimi che si dimettono per contrarre matrimonio;
  • ai lavoratori che, ferma restando l’esistenza del rapporto di lavoro, non sono comunque in servizio per malattia, sospensione dal lavoro, richiamo alle armi ecc.;
  • ai lavoratori e ai marittimi disoccupati che, alla data del matrimonio, possono far valere un rapporto di lavoro di almeno 15 giorni nei novanta precedenti il matrimonio;
  • ai marittimi in servizio militare che possono far valere un rapporto di arruolamento di almeno 15 giorni nei 90 precedenti la data di richiamo alle armi ovvero la data di ultimazione del servizio di leva.

Domanda

La domanda per ottenere l’assegno va presentata, unitamente alla copia del certificato di matrimonio, all’INPS entro un anno dal momento in cui si è contratto matrimonio, in tutti i casi in cui l’indennità è pagata direttamente dall’Istituto previdenziale (è il caso dei lavoratori disoccupati o sospesi)’assegno per il congedo matrimoniale viene normalmente erogato dall’INPS.

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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