Il "movimento dei forconi" e "l'onda d'urto" che stanno bloccando la Sicilia

Google+ Pinterest Linkedin Tumblr +
Richiedi una consulenza su questo argomento


Sicilia bloccata dalla protesta dei "Forconi" e dei camionisti di "Forza d'urto".

Siamo arrivati al terzo giorno di protesta sull’isola siciliana; una protesta promossa dai neonati movimenti “Forza d’Urto” e “movimento dei Forconi che chiedono un intervento del governo siciliano e centrale per calmierare il continuo aumento dei prezzi del gasolio e, un aiuto alle aziende agricole e di pesca ormai al limite.

Il movimento dei forconi, così si legge sulla loro pagina facebook “è un’Associazione di agricoltori, pastori, allevatori stanchi del disinteresse quando non del maltrattamento da parte delle istituzioni”; alla loro protesta si sono aggiunti gli autotrasportatori di “Forza d’urto”, movimento a cui aderisce l’Aias (Associazione autrotrasportartori siciliani).

Da tre giorni e fino al 20 gennaio, questo movimento di protesta sta montando presidi e sit-in in tutta l’isola: la zona dello stabilimento petrolchimico di Gela è inaccessibile; bloccate le autostrade, le statali e le ferrovie. Una protesta nelle intenzioni pacifica ma, fermamente convinta a non mollare. I risultati? nell’isola la benzina è esaurita e gli scaffali dei supermercati iniziano a svuotarsi. “Centinaia di mezzi pesanti sono fermi all’interno del porto di Palermo. Ieri sera sono partite due delle tre navi, dirette rispettivamente a Napoli e Genova, da lunedi’ ferme nel porto a causa dei blocchi con gravi disagi per i passeggeri” (fonte ANSA).

A Palermo, c’è un presidio davanti all’ingresso del porto e nei pressi della circonvallazione. Presidi anche lungo la Palermo-Agrigento. “Nel catanese due nuovi presidi si sono aggiunti stamattina a quelli di ieri: lungo la Statale 385, all’altezza del bivio di Mineo, e a Caltagirone, nella zona del cimitero.

Così, il movimento “Forza d’urto” nel comunicato stampa di ieri: “L’assoluta inerzia e incompetenza della classe politica siciliana, spesso serva di interessi nazionali che nulla hanno a che fare con i nostri interessi, ha infatti fatto si che si sia dovuto dar vita ad una protesta dura ma necessaria. Quello che sta accadendo in Sicilia non è la semplice protesta di una o più categorie professionali, ma il modo di avanzare le giuste rivendicazioni di un popolo che è stato fin troppe volte tradito, sin troppe volte mortificato. Per questo motivo il Movimento Forza d’urto lancia l’appello a tutti i siciliani perché sostengano quella che si propone come una vera e propria rivoluzione epocale. La situazione generale è diventata insostenibile. La grave crisi economica internazionale si somma agli atavici problemi dell’isola, creando un peso insopportabile per le aziende, le imprese, i lavoratori, i giovani e le donne. Solo una serie di importanti interventi, da mettere subito in atto, possono porre rimedio ad un declino che altrimenti in poco tempo diverrà irreversibile portando la Sicilia ed i siciliani nel baratro, con conseguenze nefaste inevitabili anche per il resto d’Italia”..

Chi ha organizzato la protesta, l’ha  chiamata “operazione Vespri  siciliani”. Io non so se dietro questa protesta, come qualcuno vocifera, ci siano partiti o movimenti politici; non so se tutto questo è l’inizio di una “rivolta”, come accadde nel lontano XII secolo; so, che di questa protesta, solo oggi i media nazionali ne iniziano a parlare tutti presi, come erano dal naufragio della Costa Concordia.

So che è giusto protestare quando l’animo è in subbuglio, quando il governo non fa l’interesse del governato e lascia che le cose accadano senza porsi troppi problemi; e so che la voce del popolo non deve essere mai ignorata  perchè come diceva il buon Lucrezio “Accidere ex una scintilla incendia passim” (Divampano da una sola scintilla incendi diffusi).

Richiedi una Consulenza a Lavoro e Diritti


Iscrivendoti acconsenti al trattamento dei dati personali ai sensi del D.Lgs. 196/03
Condividi.

Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

Altri articoli interessanti