Il Tar del Lazio boccia nuovamente la Gelmini: altri precari da inserire a pettine

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Il Tar del Lazio, con una ordinanza fotocopia a quella nr 4858/09, ha accolto le richieste di ottemperanza delle ordinanze positive ottenute dai legali dell’ANIEF (Avv. Ganci, Miceli e Tarsia), avviando altre 13 procedure di commissariamento del MIUR (nn. 5140-5150/09, 5177-5178 del 6.11) per inserire a pettine nelle graduatorie gli oltre 7.000 docenti patrocinati dall’ANIEF, ovvero in base al loro punteggio maturato senza alcuna riserva, e condannano al pagamento delle spese di lite, pari a 65.000 euro, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Il Tar del  Lazio, con una ordinanza fotocopia a quella nr 4858/09, ha accolto  le richieste di ottemperanza delle ordinanze positive ottenute dai legali dell’ANIEF (Avv. Ganci, Miceli e Tarsia), avviando altre 13 procedure di commissariamento del MIUR (nn. 5140-5150/09, 5177-5178 del 6.11) per inserire a pettine nelle graduatorie gli oltre 7.000 docenti patrocinati dall’ANIEF, ovvero in base al loro punteggio maturato senza alcuna riserva, e condannano al pagamento delle spese di lite, pari a 65.000 euro, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Di certo ricorderete quando, con la riforma dello scorso luglio, la Gelmini  bloccava le graduatorie, consentendo l’inserimento nelle graduatorie delle tre province diverse da quella di appartenenza, ma solo in coda. Seguiva una dura contestazione del mondo dei precari della scuola che culminava con l’ordinanza del Tar Lazio n. 4581/09, che, accogliendo il ricorso di 300 precari patrocinati dall’ANIEF, asseriva l’incostituzionalità dell’inserimento “in coda” voluto dal Ministro, commissariava il MIUR al fine di provvedere all’inserimento a “pettine” e,  condannava lo stesso al pagamento di 5 mila euro.

Il Ministro per correre ai ripari aveva proposto di modificare il Decreto legge cd salva precari che, di fatto poco modificava; infatti, si ripristinava la coda per il biennio 2009/2011,  aprendo “al pettine” solo dal biennio successivo.

Nel frattempo, lo scorso 9 novembre è scaduto il periodo di 30 giorni imposto dalla precedente ordinanza del Tar del Lazio nr.4581/09, con la quale si imponeva al Ministro Gelmini di inserire “a pettine” coloro che hanno chiesto la collocazione in graduatorie di tutte le provincie italiane; proprio in ottemperanza a tale ordinanza, il commissario ad acta (Dr. Luciano Cannerozzi de Grazia) ha iniziato l’inserimento dei primi 300 ricorrenti nelle graduatorie italiane.

“Speriamo che quest’ennesima pronuncia della giustizia amministrativa sia finalmente da stimolo per una corretta gestione delle graduatorie ad esaurimento, nel rispetto delle più elementari regole del buonsenso, della nostra legislazione e della nostra Costituzione”; così afferma il presidente dell’Anief, Marcello Pacifico.” Bisogna stabilizzare tutti i precari per assicurare la continuità didattica. E’ necessario garantire al personale precario gli stessi diritti del personale di ruolo come una direttiva del 1999 dell’Europa ci impone. E’ doveroso assegnare un contratto a tempo indeterminato, nel rispetto della legge, per quei 67.000 docenti inseriti nelle graduatorie viste le 100.000 cattedre date in supplenza ogni anno. E’ opportuno sbloccare i 4.000 concorsi per ricercatore a tempo indeterminato promessi, senza precarizzarne la figura con l’istituzione dei contratti a tempo determinato. E’ giusto favorire la mobilità di tutti i docenti come stabilito dai contratti collettivi vigenti. Soltanto così si possono dare le prime risposte all’enorme precariato che gravita intorno alla conoscenza e che dovrebbe costituire una risorsa e non un peso per il nostro Paese”.

Fonte: www.anief.net

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Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

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