Indagine Ires sul lavoro al tempo della crisi e intanto la CIGS tocca +500% rispetto al 2009

Google+ Pinterest Linkedin Tumblr +
Richiedi una consulenza su questo argomento


ll 9 marzo, in occasione della presentazione dello sciopero generale indetto dalla CGIL è stato presentato il rapporto Ires (istituto di ricerche CGIL e SWG), sulle conseguenze pratiche della crisi.

Il 9 marzo, in occasione della presentazione dello sciopero generale indetto dalla CGIL per il 12 p.v. è stato presentato il rapporto Ires (istituto di ricerche CGIL e SWG), sulle conseguenze pratiche della crisi.

Su un campione di 2.787 soggetti, il 92% degli intervistati ritiene che l’attuale crisi sia “molto” (37%) o “abbastanza” (55%) grave. Il 42% delle famiglie dichiara di avere difficoltà ad arrivare a fine mese: di questi, il 26%  fa sacrifici e, il 19 %  proprio non ce la fa ad arrivare a fine mese.

La crisi ha colpito tutti e anche i dipendenti pubblici; il 47% degli intervistati ammette di aver avuto conseguenze dirette dopo l’inizio della crisi economica; per  il 70% degli intervistati, inoltre, l’azienda o l’ente per cui lavora “ha subito effetti dalla crisi” percentuale che sale all’82% nel caso dell’industria e costruzioni. Tale percezione è del 50% tra i dipendenti pubblici.

Molto alta è anche la paura di non trovare più un lavoro “regolare” nel caso di perdita di quello attuale; ben il 62% degli intervistati teme inoltre che in caso di perdita di lavoro si sentirebbe a rischio di dover accettare un lavoro al nero.

La crisi ha contribuito anche ad aumentare le differenze, sia quelle di genere sia quelle territoriali. “Circa 7 milioni e mezzo di donne viaggiano abbondantemente sotto i 1.000 euro e, la differenza di stipendio tra Nord e Sud è arrivata al 27 per cento in meno nel Mezzogiorno”. Il salario medio percepito dai lavoratori dipendenti è di 1.320 euro e tra gli operai lo stipendio scende a 1.030 euro. Nel campione intervistato il 2% guadagna fino a 500 euro, il 25% tra 500 e mille euro e il 52% tra mille e 1.500 euro. In media il salario ‘privato’ è del 17% inferiore a quello pubblico (1.180 euro contro i 1.420).

Pessime le considerazione dei lavoratori sugli interventi del governo il 51% degli intervistati giudica ‘male’ la capacità  di reazione del governo (54% il parere negativo per il governo regionale); il giudizio negativo nei confronti delle imprese è dato dal 30% degli intervistati.

Nell’indagine è stato anche chiesto  se si condividono le motivazioni della protesta del 12 marzo: dell’esistenza dello sciopero è al corrente il 58% degli intervistati e, tra questi, il 61% conosce anche i motivi per i quali la mobilitazione è stata indetta e, in larga parte condivide (77% è favorevole alla prosecuzione della CIG in deroga; il 75% alla proposta di raddoppiare la CIG; l’82% di sostenere i redditi e ammortizzatori per i precari: l’85% per la ‘restituzione’ fiscale).

Nella stessa giornata del 9 marzo, la Fiom ha diffuso i dati sulla cassa integrazione a febbraio: rispetto a febbraio di un anno fa, la cassa integrazione straordinaria ha avuto un aumento del 508% (!!!!!); “rispetto a gennaio 2010, con oltre 48 milioni di ore, le aziende metalmeccaniche hanno realizzato un incremento di CIG di circa il 3% sul mese precedente (che corrisponde ad un incremento reale del 9% se si pensa che febbraio ha meno ore Integrabili di gennaio ) ed un raddoppio rispetto ai volumi già impressionanti di febbraio 2009”.

C’è una inversione di tendenza tra CIG e CIGS: mentre un anno fa il 76,5% riguardava cassa ordinaria, oggi il 57,3% dei cassaintegrati metalmeccanici si trovano in  cassa straordinaria con un trend di sostituzione che aumenta vertiginosamente di mese in mese.

”Tradotta in posti di lavoro la situazione attuale corrisponde ad oltre 301.000 posti a zero ore per l’intero mese di febbraio di cui 172.500 in cassa straordinaria e 128.500 in ordinaria, mentre lo scorso anno nello stesso mese i posti di lavoro metalmeccanici sospesi a zero ore in cassa straordinaria erano circa 34.000”.

Questi dati sono allucinanti e non hanno bisogno di ulteriore commento; una sola domanda, ma lo Stato dov’è? Se si continua ad utilizzare solo strumenti momentanei (CIG, disoccupazione etc) e, non si attua al più presto una bella politica di occupazione e di aiuto concreto ai lavoratori beh, questa che è già emergenza sociale si trasformerà ben presto in rivoluzione!

Fonte: www.cgil.it e www. fiom.cgil.it

Richiedi una Consulenza a Lavoro e Diritti


Iscrivendoti acconsenti al trattamento dei dati personali ai sensi del D.Lgs. 196/03
Condividi.

Sull'Autore

Avvocato non praticante ed ex formatrice, attualmente editor di Lavoro e Diritti e impiegata precaria nella PA

Altri articoli interessanti